Final Cut

Final Cut

L’uomo imperturbabile annota tutto e si rivolge a Mery, la sua cliente, con tono professionale, così come pretendono contratto e tariffario, cercando nel più breve tempo possibile di completare l’inventario di cose da portar via e di quelle invece semplicemente da gettare. E così libri, t-shirt, maglioni, camicie, pantaloni finiscono nella busta griffata con logo Final Cut; spazzolino, scovolino invece nel cestino portatile dell’immondizia, anch’esso con marchio aziendale. Mery segue tutto con sempre maggiore partecipazione, forse troppa per la deontologia che l’uomo s’è imposto, fino ad arrivare ad abbracciarlo per il dolore di veder scomparire per sempre dalla sua casa gli oggetti dell’uomo che lei credeva di poter amare per sempre. Ma ormai è deciso. Il contratto è stato firmato e la donna suo malgrado si ricompone. E dire che l’idea dell’azienda “ripulisci ricordi” era nata solo qualche anno prima, in piena crisi economica globale, grazie ai guai sentimentali di Ludovico - cugino del Nostro -, che abbandonato dalla sua ragazza ma gravato ancora dai suoi oggetti personali in casa s’era rivolto a lui, in una sera di sbronza comune durante la quale giurava e spergiurava che avrebbe fatto di tutto pur di non “[...] vedere mai più quella mignotta“, con un perentorio “Perché non gliela porti tu la sua merda?”, generando inconsapevolmente quel Big Bang che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita...

L’idea di Vincenzo “Vins” Gallico, scrittore, consulente editoriale oltre che direttore della Fandango libreria Incontro di Roma – che purtroppo proprio in questi giorni ha annunciato la sua chiusura -, è tanto semplice quanto geniale, proprio come la start up che l’innominato protagonista del suo romanzo – entrato nella “dodicina” dello Strega 2015 – in piena crisi sentimentale ed economica si trova ad inventare. Una società che dismette per conto terzi tutto ciò che resta di un amore. “La gente è disposta a pagare per l’assenza di coraggio, è disposta a pagare se può evitare il dolore, è disposta a pagare pur di non guardare in faccia il fallimento”. Un cinico? Un approfittatore? Un antiCupido? Un confessore? O solo un uomo ferito come e più dei suoi numerosissimi e depressissimi clienti? Un romanzo divertente e capace di affrontare con leggerezza il tema dell’amore ai tempi della crisi, quando anche la coppia (e nel romanzo di coppie ce ne sono per tutti i gusti) sembra non reggere il peso del quotidiano, nonostante i buoni propositi di partenza. La fine di una storia comporta un lutto difficile da elaborare e forse la sofferenza avrebbe gradazioni più lievi se solo ci fosse qualcuno disposto a farsene carico al posto nostro. Perché alla fine, per dirla alla Verdone, l’amore è certamente eterno, sì, ma… solo finché dura!



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER