The Fincher Network

The Fincher Network
David Fincher appartiene a quella manciata di registi che nell'ultima decade sono riusciti a riportare in auge il vecchio concetto di autore, girando, alla corte di Hollywood, pellicole dall'indubbio successo al box office ma apprezzate (se non osannate) da critici e cinefili. Insieme a gente come Christopher Nolan e Paul Thomas Anderson è padre di un cinema dal sapore classico, dall'aspetto moderno e dalla qualità indiscutibile. Fincher è Fight Club, forse il suo film più di culto, tratto da Chuck Palahniuk e con un Brad Pitt mai più così in forma. Ma è anche (soprattutto?) Seven, la pellicola che da quasi vent'anni si è imposta come il nuovo standard del thriller contemporaneo. E anche il pluripremiato (Golden Globes come se piovesse e tre Oscar) The Social Network, trasposizione cinematografica della nascita di Facebook…
L'apparenza non sempre inganna. È il caso di The Fincher Network, curato da Roberto Donati e Marcello Gagliani Caputo, che da una primissima occhiata stupisce piacevolmente chi se lo trova tra le mani. Stampato su carta preziosa, con grafica elegante e curata, è tanto breve da assicurare tante idee e poca sbrodolamento e lungaggini (onanismo) critiche. Una raccolta di saggi di ottime penne (tra le quali spicca il nome di Roy Menarini) che studia il cinema del regista di Zodiac evitando gli stereotipi che lo circondano, la ricerca delle solite peculiarità, per approfondire temi meno battuti e di ben altro interesse: Daniele Dottorini per esempio si chiede se abbia (ancora) un senso parlare di David Fincher come un autore e come possa esserlo all'interno di un panorama come quello degli studios del ventunesimo secolo. Marcello Gagliani Caputo si interroga sulla rappresentazione della donna nel cinema di Fincher, mentre Claudio Bartolini cerca l'evoluzione del thriller analizzando Seven e Zodiac. In chiusura Danilo Arona non dimentica il film meno riuscito del cineasta, quel Panic Room che a molti è sembrato il passo falso di una carriera quasi impeccabile, ma che come leggeremo si inserisce in un discorso più ampio all'interno della filmografia del Nostro.

 

 

 

 
 
 
 
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