Fine

Fine
Un gruppo di amici si ritrova dopo ben venticinque anni per mantenere fede ad una promessa fatta in gioventù. Incontrarsi in un rifugio di montagna pressoché isolato per osservare – proprio come tantissimi anni prima – il cielo stellato e ricordare assieme i tempi passati. L'ultimo incontro era stato però funestato da uno scherzo crudele fatto ad un loro compagno d'avventura, soprannominato il Profeta, che da quella sera aveva abbandonato per sempre la compagnia. Il giorno dell'appuntamento è l'unico a non presentarsi (che sia forse ancora troppo offeso e mortificato per perdonarli?), ma tutti concordano nel rimanere a godersi anche solo per il weekend quello splendido panorama. All'alba del primo mattino, però, uno degli amici scompare senza lasciare traccia e sarà solo la prima di una serie di inspiegabili sparizioni...
Coinvolgente, ipnotico, a tratti angosciante, il romanzo d'esordio di David Monteagudo si presta a molteplici interpretazioni, tante quante sono le nostre ossessioni, tante quante le nostre più celate paure. Un romanzo sulla fine del mondo, certamente, ma anche uno spaccato impietoso su una generazione di quasi cinquantenni tradita e delusa, costretta a vivere una vita “senza scampo” e senza speranza. Il blackout che colpisce improvvisamente la zona, la scoperta sconvolgente della scomparsa di ogni essere vivente – al di fuori degli animali – il clima apocalittico che si respira tirano fuori da ognuno dei protagonisti il lato peggiore: paranoie, insicurezze, intolleranza, frustrazioni, paure primarie. Lo stile asciutto ed incalzante, che non penalizza tuttavia le ampie parti descrittive e la profonda caratterizzazione dei personaggi, vi condurrà abilmente attraverso le pagine del romanzo, fino al finale ambiguo ed inquietante.

 

 

 
 
 
 
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