Fiori nel fango

Fiori nel fango
L’amore arriva quando meno te lo aspetti, anche se hai perso la speranza e ti sei rassegnata con un sospiro al ruolo di zitella ufficiale della famiglia. Per Laura – trentunenne priva di particolari attrattive, nubile senza più quasi possibilità di redenzione – l’amore ha i capelli candidi e l’andatura claudicante (“strascichi” della Grande Guerra) di Henry McAllan, rarissimo esemplare di scapolo quarantenne, arrivato a Memphis con il tempismo perfetto di un eroe da romanzo, giusto in tempo per strapparla al suo sterile destino. Ma la vita, si sa, dona e rapina con la stessa indifferenza, e così Laura, finalmente moglie e madre appagata, si trova scaraventata dalle aspirazioni marito in un mondo di acqua e fango, quello del Delta del Mississippi, padrona di una catapecchia e costretta a sopportare la malefica presenza del suocero, una specie di diavolo malevolo e inquietante. In quel lembo isolato e razzista d’America, Laura patirà la fatica, i sacrifici, la sporcizia; sperimenterà la passione e il brivido dell’adulterio; conoscerà la crudeltà degli uomini e, un poco, se ne lascerà contaminare…
È maturo e meditato il romanzo d’esordio di Hillary Jordan. Un libro scritto nel corso di anni, passato attraverso varie stesure, senza fretta. Dedizione e pazienza non sono condizioni necessarie e sufficienti di riuscita, certo, ma sono comunque apprezzabili, e tanto più quando vanno ad arricchire una scrittura già di per sé solida, limpida, capace di fondere con apparente nonchalance la Storia (la seconda guerra mondiale, le ferite interiori dei reduci, il disgustoso razzismo dell’America anni Quaranta) e le storie, quelle dei vari personaggi-narratori (Laura, Henry e suo fratello Jamie, e poi Florence, Hap e Ronsel – i “negri”), le cui voci si alternano e si incastrano in una perfetta e rigorosa polifonia. Così frantumato e scomposto, il racconto evita di impennarsi verso un pathos eccessivo e in più acquista ritmo e tensione. Finale – affidato a Ronsel, giovane uomo di colore martirizzato per via della sua pelle – da brividi nella sua compostezza. Appassionante.

 

 

 

 
 
 
 
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