Fiori nelle tenebre

Fiori nelle tenebre
Hugo oggi compie undici anni, ma solo due amici sono  presenti alla sua festa: tutti i bambini sono rifugiati in montagna per sfuggire al reclutamento nei campi di lavoro. Siamo ai tempi delle deportazioni naziste e Hugo è un ebreo di origini ucraine. Ha imparato a non fare domande; sa che molte non avranno risposta. Tace e osserva e segue alla lettera le indicazioni della madre , da quando il padre è stato deportato e non si hanno più notizie di lui. Sa solo che un giorno non definito anche lui andrà sui monti. Un tempo la madre era  un’insegnante di scuola superiore molto rispettata, insegnava Storia, ora alza le spalle e dice: “ Non ci capisco più niente. È venuto al mondo un raziocinio diverso”. Tutti vanno a tentoni nel buio e alla fine consegnano i bambini a dei contadini sconosciuti che arrivano di notte. La casa è buia e dalla finestrella Hugo osserva la stazione e i deportati. Forse quei contadini consegnano i bambini alla polizia - dicono voci malevole - ma Hugo sogna una vita bucolica in campagna,  al riparo da quell’inferno di cui lo tengono all’oscuro. Ma quei silenzi della madre sono più eloquenti di qualsiasi parola. Se non andrà sui monti, la mamma lo porterà da Mariana, una compagna di scuola della madre “caduta in basso”. Che cosa significherà “caduta in basso”? Si domanda Hugo.Intanto il ghetto si va spopolando , il bambino dalla finestrella riconosce anche Frieda , la zia: la possibilità che il suo compagno lo possa portare sui monti svanisce, gli toccherà andare da Mariana. La madre usa toni rassicuranti e sommessi , ma lui capisce benissimo il pericolo: passeranno attraverso i tubi della fogna. Non se l’ immagina quella donna alta e bella - questo è il suo ricordo - oppressa o umiliata, ma “ciascuno ha il suo destino”, ripete la madre. Hugo è intelligente, si adatterà a vivere anche nello sgabuzzino di Marianna, ricordando le parole della madre: “Devi stare sveglio, ascoltare tutto quello che viene detto, capire che stiamo vivendo in tempi strani, in cui nulla è come dovrebbe essere”. L’esperienza nel bordello di Marianna sarà molto formativa per lui, qui conoscerà i primi turbamenti dell’amore e come in un viaggio di formazione diventerà un uomo grazie alla luce che proviene da Mariana, raggiante pur nelle sue intemperanze e malinconie, calda,  seducente, terribilmente bella…
La semplicità con cui ho elaborato la sinossi non è casuale, perché la linearità della narrazione di un argomento impegnativo e toccante è il grande pregio di Aharon Appelfeld, nato nel 1932 a Czernowitz, Bucovina. Di origini ebree, conosce perfettamente sulla sua pelle il dramma della deportazione; fuggito da un campo di concentramento, vagò tra i boschi fino ad approdare nel 1946 in Palestina. I suoi testi sono a ragione tradotti in tutto il mondo e tutti trattano degli orrori della Seconda Guerra mondiale, visti qui attraverso gli occhi di un bambino. Non è facile essere scrittori a questi livelli, perché comunicare le emozioni in modo semplice ma incisivo credo sia la dote più alta di chi scrive. Il libro ti riconcilia con il piacere della lettura in un secolo come il nostro in cui si è a caccia di artifici, orpelli letterari che nascondono il vuoto interiore nel quale vengono partoriti. Bando alle ciance, qui il libro punta dritto al cuore del problema umano e si interroga su una domanda di fondo: perché tanto orrore nel mondo, in cui tutti dovremmo essere diversamente uguali? Perché un bambino deve crescere nel buio delle tenebre quando dovrebbe andare a scuola e giocare con i suoi amici? Eppure anche in queste condizioni si può sopravvivere, anzi alla fine vivere, come è capitato allo stesso autore, che si dichiara totalmente soddisfatto della sua esistenza, quasi rafforzato dalle tribolazioni della sua infanzia e adolescenza, diventato uomo concentrato sull’essenza delle cose e non sul miraggio del mero apparire. Hugo in un romanzo di formazione educativo-sentimentale conosce la luce dell’amore e della conoscenza, grazie alle cure amorevoli della madre prima e di Mariana poi. Un libro da leggere con rispetto e concentrazione perché vi è tutto raccolto il senso più alto della dignità umana che va difeso ad ogni costo, combattendo in silenzio per la costruzione della propria personalità.

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