Fondazione Paradiso

Fondazione Paradiso
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Stoccolma. La zona del porto, dopo l’urgano, sembra un territorio di guerra. La tempesta ha devastato la città, tutti i giornali e le televisioni della Svezia ne stanno parlando. Tra le macerie della banchina, vengono ritrovati anche i corpi di due uomini assassinati con colpo alla testa. Tutti gli indizi, tutte le soffiate che polizia e reporter cominciano a raccogliere, suggeriscono la pista che porta alla mafia slava e al traffico clandestino di sigarette. Annika Bengtzon è una giornalista relegata all’impaginazione notturna degli articoli. La sua vita è la somma di molte difficoltà sovrapposte, che l’hanno piegata e quasi spezzata: la madre che non le ha mai voluto bene, un uomo che la picchiava e che lei ha ucciso, pagandone le conseguenze, una scia di diffidenza che la segue ovunque. Il lavoro alla redazione della “Stampa della sera” è la sua via di fuga, anche se relegata in un angolo. Il duplice omicidio potrebbe essere uno scoop così come l’indagine su una misteriosa fondazione chiamata Paradiso, che promette di cancellare le identità delle persone braccate. E quando Aida Begović, una misteriosa ragazza in fuga, le chiede aiuto, Annika le consiglia di rivolgersi alla fondazione. Ma, i morti ammazzati aumenteranno e Annika scoprirà che Paradiso potrebbe non essere ciò che dichiara e così Aida, il cui terribile passato sta venendo a galla. La Svezia, Stoccolma, l’inverno imminente, la vita incombono sulla reporter con i loro cieli plumbei, la pioggia, la violenza in dosi massicce rischiando di spezzare il delicato equilibrio faticosamente raggiunto da Annika…

Liza Marklund è considerata la primadonna del giallo svedese e questo libro lo dimostra. Sui casi della reporter Annika Bengtzon, dai romanzi precedenti, alcuni anni fa è stata tratta una serie televisiva di successo. Fondazione Paradiso, anche per chi non avesse mai incontrato prima questo personaggio, non delude affatto le aspettative. Ritmo incalzante, stile impeccabile, per una storia che viaggia tra la il Nord e l’Est Europa a cavallo di traffici clandestini, regolamenti di conti, spionaggio e controspionaggio in un’altalena di emozioni. Annika è un tronco che non cede al soffiare dell’urgano che si abbatte sulla Svezia. Piange e si dispera, vive in un appartamento con le finestre rotte e il bagno in comune, ma quando sembra soccombere ha sempre un guizzo e una fiammata che la fanno reagire. Il suo passato la divora, non le lascia tregua, eppure la ragazza non cede. Persino l’amore la tradisce e tutto ci fa capire che Annika ha toccato il fondo di ogni aspetto della sua vita. Perciò possiamo dire che questo romanzo sia un compendio di emozioni. Non c’è solo l’intrigo giallo, non c’è solo l’adrenalina della violenza. A farci compagnia ci sono anche molte altre emozioni, come la pena e la pietà, l’empatia e l’angoscia. Il caleidoscopio è completo e alla fine le quasi cinquecento pagine scorrono via veloci. Un ottimo libro, esempio di trama e stile, ideale per gli amanti dei gialli profondi e multilivello, ma che conquisterà anche i lettori meno appassionati del genere.

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