Franziska

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La morte della madre mette Franzi di fronte a una scomoda verità: non può proseguire a suonare il piano tutto il giorno così, solo per diletto. Tutte devono darsi da fare, la sopravvivenza delle tre sorelle dipende dall’impegno di ognuna. Ma come conciliare il bisogno di darsi pane con l’impellenza di suonare? La musica la reclama e Franziska sente che neppure il bisogno materiale può tenerla lontana dalla tastiera. Se impartire lezioni le permette una parca tranquillità, l’incontro con Costanza, una personalità nel mondo dei concerti, le fa infine intravedere la possibilità di fare della musica il baricentro della sua vita, proiettandola dalle lezioncine impartite a Praga alla sontuosità dei concerti di Berlino. Mentre è concentrata a costruire una traiettoria per la sua vita, i piani si scombinano di botto: l’incontro con Erwin rompe ogni schema e la costringe alla resa. Questo sentimento irrazionale, così lontano dal suo pragmatismo, la sconvolge e la lascia sfinita, anche fisicamente, mentre l’amore per la musica pare non riuscire a vincere questa immane forza. Erwin cede all’amore di Franziska ma presto una nube si addensa sulla loro relazione: Hedy, ex fidanzata di Erwin, reclama la sua attenzione e insinua in Franzi il seme del dubbio. Consumata dall’infelicità per questo amore che non riesce a sbocciare, il provino decisivo si conclude con un fallimento da cui solo la sua mentore riesce a salvarla. Che fare ora, rimanere a vivere con Erwin, una vita modesta all’ombra di un altro amore, o lasciare che la musica la porti lontano da tutto e tutti?

Ai nostri giorni, l’idea di una donna che lascia casa per inseguire i suoi sogni, tutto sommato, non sconvolge. Se però pensiamo che questo romanzo ha visto la luce per la prima volta nel 1914, allora la questione è differente. La forza di volontà di Franziska, il suo coraggio, la capacità di reagire prontamente agli eventi della vita ne fanno, per dirla con parole di oggi, un’autentica eroina della resilienza. Certamente aiutata da una passione non comune per la musica che costituisce la bussola della sua esistenza, la ragazza affronta con la schiena dritta anche le situazioni di cui non riesce ad avere il completo controllo. Affascinante seguire questa ragazza volitiva alle prese con un sentimento inatteso e sconosciuto, che la costringe a capitolare e a rimettere in discussione i suoi punti fermi. Il destino non ha previsto però per la protagonista una prova semplice: il suo cuore è in balia di un ragazzo che rappresenta il suo esatto opposto, incerto, debole, perennemente combattuto di quel tipo di inettitudine esistenziale che lo aveva resto simpatico a Kafka. Sull’altro versante, la rivale, che conosciamo inizialmente con gli occhi di Franzi non avendone, quindi, particolare simpatia. Suggestiva è però la maniera con cui Weiss ci porta a conoscere altro, la storia della ragazza, permettendoci di comprendere almeno in parte le ragioni di certi comportamenti volubili e capricciosi, così distanti dal mondo logico e pragmatico della protagonista. Un romanzo doloroso e impegnativo nella lettura, come tutta la narrativa in cui non è la storia dei fatti a riempire le pagine ma la storia interna, intima di ogni personaggio. Una storia con un contrappunto bellissimo tra lei e lui, doloroso ma infine, come molti dolori, profondamente rappacificante.



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