Frattura

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2011, Tokyo. Yoshie Watanabe è in un’affollata stazione della metro un venerdì pomeriggio apparentemente qualunque. Persone di rientro al lavoro si mescolano a turisti spaesati, giovani che attendono il loro fine settimana e visitatori da altri paesi, accenti e lingue che si mescolano. A Watanabe quest’atmosfera fa quasi piacere, è contento di non aver preso un taxi per rientrare a casa. D’improvviso però qualcosa si muove, con sempre maggiore intensità. Sono scosse di terremoto, sembrano non finire mai. Rientrato a casa, le notizie rendono l’idea di quanto intenso è stato il sisma. Pochi giorni dopo è la volta di un’altra terribile notizia l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Una vicenda che smuove qualcosa dentro di lui, qualcosa che lo spinge a mettersi in cammino verso i luoghi colpiti. Yoshie Watanabe è anziano, è tornato a abitare in Giappone solo dopo la pensione, dopo aver girato il mondo. È sopravvissuto al terremoto, era sopravvissuto anche alle due bombe atomiche sganciate a Hiroshima e Nagasaki, perdendo la sua famiglia. Aveva abbandonato il Giappone da giovane. Parigi, New York, Buenos Aires e Madrid le città in cui ha vissuto, Violet, Lorrie, Mariela, Carmen le donne che in ognuna di queste ha incontrato, conosciuto e amato...

Di certe tragedie il segno rimane addosso tutta la vita, indelebile. No, non si tratta solamente di cicatrici esteriori, ma di segni che restano dentro, ancora più profondi e dolorosi. Il protagonista di questo bellissimo romanzo di Andres Neuman lo sa bene. Yoshie Watanabe ha perso tutta la sua famiglia, è scampato alla bomba di Hiroshima prima, a quella di Nagasaki poi e infine al terremoto del 2011. Sono proprio queste scosse forse a smuovere qualcosa dentro di lui. Una strana sensazione, che lo convince a partire verso Fukushima, un viaggio che in realtà è dentro sé stesso. A raccontarci di lui in questo romanzo sono le donne che ha amato in ognuna delle città in cui ha vissuto. Storie molto diverse tra loro, l’amore giovanile a Parigi, quello anticonformista negli Usa, quanto di più vicino a una famiglia in Argentina e, infine, il sentimento in età matura a Madrid. Sembra che Watanabe abbia una seria difficoltà a mettere radici. Il suo lavoro gli ha imposto diversi trasferimenti o forse è stato lui a preferire questa vita itinerante per non affrontare i nodi della sua anima. La narrazione del romanzo procede alternando modalità diverse, in terza persona quando parla Watanabe, in prima invece quando sono le quattro donne a parlare di lui. Una scelta interessante che rende il romanzo scorrevole e affascinante. In ogni città, attraverso le quattro voci femminili, appare una sfumatura diversa di Yoshie mentre altri aspetti ritornano, si rivelano per spiegarsi meglio, andando a comporre un ritratto composito. Yoshie è un uomo solitario e riservato, capace di silenzi che però valgono più di tante parole. Neuman riesce a costruire un romanzo multiforme che con una scrittura lieve ma nello stesso tempo trascinante ripercorre fatti salienti della storia contemporanea, le due bombe atomiche, l’incidente di Fukuhima passando per l’attentato di Atocha a Madrid, la politica americana e tanto, tanto altro. Una storia intima che si fa corale attraversando eventi che hanno segnato non solo il protagonista del libro ma la nostra epoca. Neuman, nato a Buenos Aires e cresciuto a Granada, già autore pluripremiato, con questo romanzo si afferma ancora di più come una delle penne più importanti della sua generazione. E Yoshie Watanabe è un personaggio memorabile che viene voglia di conoscere meglio pagina dopo pagina.



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