Fuga da un videogioco

Fuga da un videogioco

Luca ha quasi diciassette anni: aria simpatica, abbastanza diligente a scuola, non entra mai in paranoia per un compito in classe o una festa. Sua madre dice che è un menefreghista, ma in realtà a Luca piace solo prendersela comoda. Essere paziente, pensare che le cose si risolvano sole solette. Oggi però la sua pazienza è messa a dura prova: la nuova versione del Gioco sta per essere messa online. L’eccitazione è alle stelle, una scossa continua che le attraversa il corpo, ma il suo migliore amico, Federico Pini detto Sasquatz (scritto 5A5QUATZ), ancora non si è fatto vedere. Fede è un genio del computer, e ogni tanto, senza farsi pagare, aiuta alcune aziende a risolvere gli intoppi con la rete, proprio come quel giorno. Finalmente il ragazzo compare, cappellino degli Huston calato sulla faccia e tenuta in stile NBA; insieme i ragazzi si dirigono alla fermata dell’autobus: pochi metri e saranno in camera di Luca, pronti a collegarsi al pc. Sull’autobus incontrano Melissa Ravelli, che propone a Luca di andare con lei al centro commerciale nel pomeriggio: Melissa gli piace, ma per Luca quello è il Giorno, deve rifiutare. Oggi non ce n’è per nessuno. Veloce tappa al bar per fare scorta di bevande energetiche e poi via, dritti a casa. La connessione è a posto. La porta deve essere chiusa. Si sgranchiscono i muscoli. E finalmente, l’avvio. È strano, all’improvviso Luca è avvolto dal buio. Poi, una nebbiolina che va pian piano diradandosi rivela un cielo di un blu brillante, e una superficie verde, che più verde non si può. Un perfetto manto erboso. Attorno, file interminabili di sedili blu. Luca non riesce a crederci. Cosa ci fa nel bel mezzo dello stadio di Gamba Osaka, circondato da campioni del calibro di Neymar – Neymario, come lo chiama lui ‒ Chiellini, Khedira e Marchisio?

Sparito. Polverizzato. “Nullificato”. Come se una voragine improvvisa si fosse aperta ai suoi piedi risucchiandolo. Ed ecco che Luca appare dall’altra parte, dietro lo schermo del PC. Non è quasi più lui: anzitutto si chiama Player, e poi cammina a scatti, la sua voce è metallica. Persino le sue parole sembrano non appartenergli del tutto. Il Gioco se lo è mangiato, e il rischio è di trasformarsi per sempre nell’avatar di se stesso, proprio come quegli stratosferici campioni virtuali con i quali si trova a scambiarsi pacche sulle spalle. Nel mondo reale nemmeno il super nerd e amico del cuore Federico Pini riesce a capire cosa sia successo, mal supportato dalla sorella di Luca, Alessandra (per la quale Federico ha un debole), trentenne patita dello yoga, una tipa molto spirituale e per nulla tecnologica. I due si lanciano in simpatici siparietti contrapponendo teorie zen ad algoritmi computistici, ma se vogliono salvare il poveretto, l’imperativo è solo uno: giocare. Esordio letterario scorrevole e frizzante quello del giovanissimo gamer Davide Sodano, Sodin per i numerosi follower del suo canale youtube: il libro è una sorta di telecronaca sportiva al cardiopalmo, a metà tra gioco e fantascienza, che i giovani appassionati di calcio, virtuale e non, saranno sicuramente in grado di apprezzare; moltissime le citazioni: libri, film, canzoni e, in primo piano, le acrobatiche azioni in porta di Holly Hutton, Benjamin Price e compagni ‒ protagonisti di una delle anime più famose degli anni ’80 ‒ che, tanti dei lettori ricorderanno (avendolo seguito con estrema sofferenza!), non si risolvevano mai prima di tre puntate. Il messaggio di Sodin è chiaro: mai perdere il contatto con la realtà, e attenzione a farsi coinvolgere troppo dal mondo virtuale, un mondo perfetto che incanta e rapisce, ma che sappiamo tutti essere profondamente insidioso.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER