Full of life

Full of Life
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E così anche l’inguaribile sognatore John Fante - lo scrittore ribelle italo-americano, lo sceneggiatore hollywoodiano con tre romanzi di discreto successo all’attivo, il celebre morto di fame delle coste californiane - alla fine si trova a fare i conti con l’arrivo dell’età adulta, una di quelle cose che cerchi sempre di rimandare ma che prima o poi ti piove addosso costringendoti a prendere piena coscienza di te stesso e della tua vita. La moglie Joyce aspetta un bambino, quindi non c’è più tanto da scherzare, bisogna darsi da fare, prendere casa e augurarsi che tutto vada per il meglio. Ma già l’acquisto dell’immobile presenta i primi problemi: il pavimento in legno della cucina produce rumori inquietanti, sinché una mattina le tavole che ricoprono la pavimentazione cedono sotto il peso di Joyce che si ritrova risucchiata a metà tra gli assiti. Non c’è altra spiegazione, delle maledette termiti stanno divorando tutto il legno della casa e quindi l’unica soluzione possibile è quella di chiedere una mano al vecchio Nick Fante, il burbero padre di John, conosciuto come il più grande muratore di tutta la California. Nick - esaminata la situazione - trascorre le  prime settimane in casa del figlio impegnato a bere bottiglie di chianti, seduto comodo alla fresca ombra della veranda, finché non decide di mettersi a lavoro, ma non per sistemare il pavimento della cucina, bensì per costruire un immenso camino che sia di buon augurio per il nipote in arrivo...
Full of Life, pubblicato nel 1952, è l’ultimo libro di Fante prima di un lungo silenzio durato per oltre venticinque anni. Il romanzo, a differenza delle precedenti produzioni dell’autore, ha riscontrato da subito un largo consenso di critica e pubblico, con tanto di adattamento cinematografico qualche anno più tardi e nomination agli Oscar. Una vita piena è una lente di ingrandimento puntata sulla vita intima e privata di Fante, una lente che mette a nudo tutta la semplicità di un immigrato italiano di seconda generazione, che da un lato ha appreso usi e costumi della società americana, ma dall’altro è ancora affascinato dalla usanze tipiche del meridione italiano - sale intorno al letto per facilitare la fecondazione, una dieta a base di uova, e spicchi d’aglio nel taschino della camicia per assicurarsi che il primogenito sia maschio - abitudini che, vuoi per l’imbarazzo, vuoi per la simpatia che suscitano, non fanno altro che accresce i momenti di ilarità che il lettore incontra durante la lettura. Ma Full of Life è anche e soprattutto una rilettura della vita intima di ciascuno di noi, nella continua oscillazione dei nostri rapporti privati costantemente in bilico tra odio e amore, quindi è facile immedesimarci nei litigi familiari che intercorrono tra il buffo John e un’isterica Joyce resa ancora più odiosa dalla gravidanza, o nelle continue sfuriate tra lo scontroso muratore Nick - simbolo della manualità e di quella generazione uccisa dalle fatiche e privata dei sogni - e il figlio letterato John, a cui il padre non dimentica mai di ricordare: “ma non avevi quel racconto da terminare?”.

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