Galileo, i giorni della cecità

Galileo, i giorni della cecità
Galileo, ormai vecchio e stanco per le numerose battaglie sostenute a causa delle sue scoperte, si avvia al trapasso definitivo. Pisa, “vituperio delle genti” come la definiva Dante, gli ha offerto molti stimoli, ma lui sceglie di ripercorrere le sue memorie in quel di Arcetri a fianco del giovane Vincenzo, suo allievo e interlocutore. Così il Galilei, amante appassionato di varie discipline non esclusa la musica che aveva appreso dal padre Vincenzo, rivive a contatto con un paesaggio sfumato dalla sua debole vista gli amori della sua vita: Marina Gamba da cui aveva avuto tre figli, ma soprattutto il suo amore giovanile per Alessandra, mai dimenticata e sempre desiderata. Non mancano nel novero dei suoi ricordi il periodo trascorso a Padova, quello a Venezia e le infinite umiliazioni inflittegli dalla tracotanza dei potenti e dall’arroganza del potere ecclesiastico. E poi quasi una beffa atroce del destino, mentre attende una visita della bionda e dolce Alessandra: la cecità, male orribile per chi come lui era abituato a studiare il cosmo e indagare il cielo. E’ proprio allora che scatta in lui la ricerca delle proprie radici, la capacità di seguire le pulsioni del cuore senza nulla togliere al fluire dei suoi pensieri e alla ricerca continua della sua verità fino al momento della morte...
Franco Donatini, responsabile delle politiche di ricerca e sviluppo dell’Enel in campo rinnovabile, è ingegnere e professore universitario a  Pisa, ma possiede una straordinaria capacità di unire in un nodo inscindibile il pensiero scientifico e quello umanistico, creando dei personaggi moderni come questo Galileo, uomo tra gli uomini, capace di amare in modo infinito tanto la natura quanto la sua donna, quella che egli attende per tutta la vita al di là di ogni attrazione puramente sensuale. Il personaggio di Galileo appare qui in una chiave diversa da tutti gli altri volumi pubblicati su di lui: debole e forte allo stesso tempo, perennemente sorretto dall’amore per Alessandra che rappresenta la sua giovinezza, ma soprattutto frutto di una sensibilità inusuale per uno scienziato abituato a far prevalere la ragione sul sentimento. E sarà proprio l’immagine della donna amata che - unita a quelle dolcissime del paesaggio fissate nella sua mente - lo accompagna fino al momento in cui il suo corpo stanco si riconcilia con il suo tempo e con la sua città.  Con un linguaggio semplice ma non privo di spessore culturale, Franco Donatini dona ai lettori il fascino del vissuto e la magia del sentimento.

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