Galleria del millennio

Galleria del millennio
Come una bussola d’autore l’attività del critico letterario ci orienta in un decennio di viaggi compiuti attraverso il mondo della letteratura contemporanea, in direzione del senso e dei significati, incontro a scrittori e poeti in cui il sentimento austero della parola si rivela ancora come luogo dove non è concesso barare. Per questa via il tragitto incrocia l’infanzia del mondo di Tonino Guerra, le case che crollano di Gianni Celati, l’anarchia celeste di Luigi Bertolini, l’utopia di Paolo Volponi, la fauna artistica di Pier Vittorio Tondelli, la nostalgia malata di Alberto Moravia, il viaggio che vale una vita di Fulvio Ervas, la solitudine sobillata di Sandro Veronesi, il male di esistere di Enzo Siciliano, l’eresia senza tempo di Pier Paolo Pasolini, l’aldilà dantesco di Federico Fellini, il cristianesimo di Mario Luzi, le Cesane di Umberto Piersanti, la percettibilità di Valerio Magrelli, la poesia orfica di Milo De Angelis, quella domestica di Francesco Scarabicchi, il tempo straniero di Giancarlo Pontiggia, il fondale epico di Guido Conti, i tramandi poetici di Alberto Bertoni, l’immanenza dell’uomo di Adonis, le verità comuni di Paolo Ruffilli, il delirio umano di Giuseppe Genna, il lungo viaggio di Dacia Maraini e quello nel Meridione di Franco Arminio, il sentimento della sofferenza di Raffaele La Capria…

Questo volume presenta una selezione di recensioni letterarie e di interviste ad autori che Alessandro Moscè, giornalista e critico letterario, poeta e narratore, ha pubblicato dal 2004 al 2014 sui quotidiani “Il Corriere Adriatico” e “Il Tempo”, sul settimanale “L’Azione” e sui periodici “Atelier” e “Poesia”. Fedele alla convinzione che l’esercizio della critica sia quello di recuperare in pieno il suo statuto originario di arte dello scegliere e del distinguere, costruisce lungo il percorso delle pagine un progetto letterario autentico e adeguato ai tempi che viviamo. Un’idea forte della letteratura e della critica letteraria, animata sì da un’alta passione etica e civile, ma filologicamente rispettosa del testo che è di per sé sigillato, anche se può continuare a parlare in modo diverso a uomini diversi. Colpiscono in questi brevi saggi la passione per la letteratura, il rigore raro, l’erudizione ampia e interdisciplinare, la lettura umile e capillare dei poeti, la sensibilità a una prosa che diviene una sorta di strumento ottico che consente al lettore di discernere ciò che altrimenti non avrebbe colto dentro di sé. La particolarità del taccuino dell’autore fabrianese di non soffermarsi solamente su testi famosi e su scrittori celebri. Ma di spingersi anche là dove la lettura obliata merita una visita o una deviazione che nessuna guida letteraria per negligenza o ignoranza osa più suggerire.



 

 

 

 
 
 
 

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