Genere: felicità

Genere: felicità

Lo hanno definito da subito un bambino pigro: una tartaruga che si muove lentamente, che preferisce gattonare quando tutti i suoi coetanei corrono e si arrampicano sugli alberi, che rischia di rovesciarsi sul carapace a ogni movimento azzardato. Ma non si tratta di pigrizia, né di mancanza di volontà. Riccardo ha tre anni quando gli viene diagnosticata la PCI, paralisi cerebrale infantile, un danno permanente al sistema nervoso centrale che ha importanti ripercussioni sul sistema muscolo-scheletrico. Così sfugge alle categorie del giudizio: non è più un bambino pigro, è un bambino malato. Il che, ovviamente, è peggio. Crescendo, tuttavia, incomincia a percepire che il suo essere diverso da tutti gli altri può diventare un super-potere. Ma occorrono due, tre, dieci volte la determinazione e il coraggio che toccano in dotazione a un ragazzino comune. Per fortuna ci sono gli amici: Davide, Marco, Carlotta, Maia; ed Amy, naturalmente. Sarà proprio Carlotta a girare il video dei suoi primi passi senza deambulatore, dieci passi in centro a Vicenza, la sua città. Non ha ancora sedici anni e quel giorno si sente invincibile. Riccardo decide di pubblicare il video su Facebook, e con il tempo matura l’idea di aprire un canale youtube motivazionale, per condividere progressi e progetti, ma soprattutto per non tenere solo per sé la grande sfida di trasformare la debolezza in forza…

Sono sufficienti due secondi senza ossigeno per rovinarti la vita, “se glielo permetti”: è l’incipit prenatale di questo romanzo, o meglio l’inizio reale della storia vera di Riccardo Aldighieri. “Mi sentivo inchiodato su un’altalena che mi trascinava continuamente da giù – un pozzo di paura – a su – un picco di gioia.” Si descirve così Riccardo all’età di sedici anni, quando intravede nella sua tenacia la possibilità di superare i limiti che la malattia gli ha imposto da sempre. Ci sono momenti di sconforto, ma soprattutto vette di felicità, di quel tipo speciale che arriva dopo ogni sforzo fatto per migliorarsi. La storia di Riccardo si svolge nel mondo reale e in parallelo in quello virtuale: sui social “le mie gambe difettose non c’erano più”; Facebook diventa spazio privilegiato di espressione e discussione, almeno finché non si affacciano gli haters. Una storia vera che è un diario accorato, un inno allo straordinario dono dell’amicizia, un grido di speranza e di gioia che mette a tacere persino i bulli da tastiera, l’elogio della bellezza di fare progetti e realizzarli. Riccardo oggi ha ventuno anni ed è un giovane stilista. Ha imparato a esercitare la tenacia, la comprensione di sé e degli altri, anche di chi sulle prime gli era ostile, l’attitudine e il diritto naturale alla felicità. Insomma ha imparato molte più cose di quante ne sappiano in media i suoi coetanei. È quello che succede a chi intraprende l’ardua e meravigliosa strada di trasformare gli inciampi in gradini.



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