Giacomo Casanova ‒ La sonata dei cuori infranti

Giacomo Casanova ‒ La sonata dei cuori infranti

Venezia, 1755. Giacomo Casanova è da poco rientrato a Venezia dopo un lungo peregrinare tra Parigi, Praga e Vienna: seduto ad un tavolo de la Cantina Do Mori indeciso se gustare la Malvasia che gli è stata appena versata, osserva gli avventori della più antica osteria di Venezia. In realtà anche loro lo osservano di sottecchi: i lunghi capelli color carbone, gli occhi color acquamarina, la marsina marrone sopra “un elegante panciotto e una camicia merlettata dalle maniche a sbuffo”, la fama di avventuriero, seduttore e abile spadaccino: chiunque conosca la nomea di Casanova è certo che il suo ritorno a Venezia possa portare solo sventura. Mentre Giacomo si è finalmente deciso a portare alle labbra “il goto de’ vin”, nella Cantina Do Mori entra non senza essere notata da tutti una donna bellissima – e dalla quale si sente immediatamente attratto – che lo invita a seguirlo presso l’abitazione della contessa Margarethe von Steinberg. È qui - nella magnifica biblioteca della donna tra preziosi volumi di Voltaire, Omero e Jonathan Swift – che la sua ospite gli rileva il motivo dell’incontro. Una sfida, troppo allettante per non stuzzicare gli appetiti di Casanova: se sarà in grado di sedurre Francesca - la figlia del ricco patrizio Erizzo - e di portare alla contessa “un pegno della sua virtù perduta”, allora il premio sarà Margarethe stessa, donna di indubbio fascino e di rara bellezza...

Il mito di Giacomo Casanova ha attraversato i secoli senza perdere mai di fascino e di interesse: La storia della mia vita, acquistata dalla Biblioteca Nazionale di Francia e ceduta dalla Germania (che ne era entrata in possesso dopo che gli eredi di Casanova avevano venduto il manoscritto originale ed altri scritti all’editore Brockhaus) per una cifra che pare si aggirasse ‒ nel 2010 ‒ tra i 5 e i 10 milioni, è un concentrato di avventura e storia. In essa si legge delle peripezie dell’eroe veneziano in Europa, dei suoi incontri galanti, dei personaggi importanti dell’epoca che ebbe la fortuna di frequentare: da Voltaire a Rousseau, da Mozart a Federico II di Prussia. Il Casanova di Matteo Strukul ‒ lunghi capelli neri sciolti sulle spalle al posto della parrucca ‒ è un autentico outsider: ribelle, incapace di resistere alle tentazioni e soprattutto con una buona dose di incoscienza che lo porta spesso a cacciarsi in guai seri. Ma è anche un uomo colto, un amante del teatro e un discreto spadaccino. È un personaggio a tutto tondo, capace di slanci di generosità e con una propria etica che lo rende a tutti gli effetti un eroe romantico. Gli ingredienti per un ottimo romanzo di avventura ci sono tutti: dai politici corrotti ai duelli all’ultimo sangue, dagli incontri amorosi alla fuga dai Piombi, in un crescendo di azione dal ritmo quasi cinematografico. Sullo sfondo un’accurata ricostruzione storica: la Venezia del Settecento, il Consiglio dei Dieci, gli Inquisitori di Stato e la lotta sotterranea fra le famiglie patrizie per l’elezione del nuovo Doge; ma anche uno sguardo al fragile equilibrio europeo e all’imminente Guerra dei Sette Anni. Il finale aperto lascia intendere che presto (speriamo!) leggeremo il sequel di questa meravigliosa avventura e scopriremo se Giacomo ritroverà la sua amata Francesca.



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