Ginnastica e rivoluzione

Parigi, luglio 2001. T. vive in una casa di periferia con Charles, il primo a occuparla, Cas, la donna di Charles, la sua ragazza Julie e SS, il Suicidato della Società (dal titolo di un celebre saggio di Antonin Artaud su Van Gogh). Ognuno di loro è scappato da una realtà che non accettava né gli andava bene e per caso, insieme, hanno messo su un’agenzia fotografica i cui esigui proventi dovrebbero mantenere in piedi la baracca. Senonché un bel giorno Julie se ne va, e si porta via anche l’archivio nel quale sono conservate non solo le foto ma anche le relative schede e i luoghi dove sono state scattate, spesso manifestazioni politiche e eventi di pubblica protesta. È un brutto momento per abbandonare i compagni: sono stati identificati come autori di un’innocua seppur travolgente azione di sabotaggio ma soprattutto si preparano a partire per il G8 di Genova dove sono impegnati per lavoro, e in occasione del quale pensano, come molti che si stanno organizzando per partecipare, potranno far sentire la propria voce...
Il romanzo d’esordio di Vincenzo Latronico, vincitore della XX edizione del premio Giuseppe Berto per la sua letteratura “seria nelle motivazioni ma, per fortuna, brillante nei modi”, ha una trama avvincente che si svolge attraverso una scrittura nuova e assai originale, dalla sintassi complessa ma scorrevole, godibilissima grazie anche all’ironia con cui sono descritti le intenzioni e i ripensamenti, la rabbia e le disillusioni dei protagonisti. Tali personaggi, perché emergano in forma più chiara, sono affrontati uno per uno nei loro caratteri e nella loro storia da un io narrante che resta sempre uguale benché cambino i registri narrativi. Sullo sfondo, pensieri e contesti che aspettavano di essere narrati finalmente senza nostalgie né rancori: dalla demolizione dei sacri valori sessantottini alla ricerca di altri cardini più o meno essenziali; dalle azioni di guerrilla marketing al noioso vecchiume delle facoltà di Lettere, dove si tramandano nozioni inutili e si scoraggia l’autentico apprendimento.

Leggi l'intervista a Vincenzo Latronico

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