Gioco perverso

Gioco perverso
Il 30 aprile 1945 a Milano finiva sotto le raffiche di mitra di un plotone d'esecuzione di partigiani l'esistenza terrena di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, coppia sullo schermo cinematografico e nella vita. Divi del cinema del Ventennio, tra film in costume (La corona di ferro, La cena delle beffe, Fedora tra i più famosi) e commediole da 'telefoni bianchi', pagarono con la vita la scelta di aderire alla Repubblica Sociale e - nel solo caso di Valenti, sembrano dire quasi tutte le testimonianze raccolte - la contiguità o addirittura la complicità con Pietro Koch, spietato torturatore fascista. Ma la loro parabola umana e professionale parte molti anni prima, quando un giovane volitivo e ambizioso nato a Istanbul e già comparso in alcuni film girati in Germania sbarcava a Cinecittà per fare una parte in "Cinque a zero", un piccolo film dedicato a una storica vitoria della Roma sulla Juventus, e una giovanissima ragazza di provincia innamorata del palcoscenico cambiava il suo cognome da Manfrini in Ferida dopo esser stata scritturata nella compagnia di Ruggero Ruggeri. Prima che si incontrassero, che si innamorassero, che divenissero una coppia celebre e chiacchierata, protagonista della mondanità romana, prima che le loro esistenze venissero travolte dall'orrore della guerra, ancora tante cose dovevano succedere: storie ordinarie di droga, matrimoni falliti, gelosie professionali, malattie. E su tutto, il fuoco della recitazione, l'amore per il grande schermo...
Attraverso numerose testimonianze di gente di cinema (Elsa De Giorgi, Clara Calamai, Massimo Girotti, Alessandro Blasetti, Roberto Villa, Maria Denis, Lilia Silvi e molti altri) e un paziente lavoro documentale Italo Moscati, sceneggiatore e professore di Storia dei Media all'Università di Teramo, ricostruisce una delle poche 'leggende nere' della storia di Cinecittà. E lo fa senza cercare sensazionalismi, senza indulgere in morbosità, senza scivolare nel politico, demolendo il mito 'demoniaco' che per molti anni ha aleggiato attorno alla coppia Valenti-Ferida e soffiando di nuovo vita in un melodramma corrusco e sanguinario che può dare un'idea - soprattutto alle giovani generazioni - di quell'abisso senza senso che è la guerra.

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