Gioco perverso

Gioco perverso

Roma. Il cadavere di una donna è stato trovato nel suo studio in un quartiere di lusso della città: è morta per asfissia. Una corda legata al colla le ha tolto la vita ma non si è impiccata. È morta mentre faceva sesso: un gioco erotico ad alto rischio. È vestita completamente di pelle. Gonna, corpetto, calze a rete, tacco quindici e parrucca biondo platino. Legata come un salame, è appesa ad una corda attaccata a dei tubi e solleva da una carrucola. Il cappio al collo è stato stretto troppo e Tania Namari, una donna ricca e famosa, ha trovato la morte mentre praticava lo shibari, la legatura erotica giapponese. Si tratta di un incidente o di un delitto? Grazie al suo amico ispettore Bruno Palocci, il cronista di nera Marco Corvino è il primo a giungere sul posto, rifilando un buco clamoroso a tutti i suoi colleghi. Ma la notizia non può essere ancora diffusa, perché il marito della vittima, Antonio Namari, è fuori per affari e deve ancora essere avvisato della sorte della moglie. Nel frattempo Corvino, spinto dallo stesso Namari a scoprire la verità su Tania, inizia una sua personalissima indagine nel sottobosco del bondage, del sadomaso e del sesso estremo, venendo a conoscenza di un ambiente fatto di dome e slave, sofferenza provocata e subita, fruste, borchie e corde. E mentre a Roma la criminalità sembra in fermento per l’arrivo di una nuova droga importata da una banda di spietati filippini, Marco Corvino continua la sua inchiesta, a rischio della sua stessa vita…

Quarto romanzo della serie di Marco Corvino, alter ego letterario di Massimo Lugli, uno dei più importanti ed esperti giornalisti di cronaca nera del nostro paese, Gioco perverso è un thriller-noir che affronta il tema del BDSM (acronimo di Bondage & Disciplina, Dominazione & Sottomissione, Sadismo & Masochismo, il termine indica una vasta gamma di pratiche erotiche che hanno in pratica due regoli fondamentali: bisogna essere adulti e consenzienti), partendo da una storia torbida, oscura, che ricorda le vicende che portarono alla morte dell’attore David Carradine, vittima di un gioco erotico finito male. La scrittura di Lugli è asciutta, mimetica, ironica, coinvolgente: un concentrato di cronaca, atmosfere thriller, notti passate in strada, sempre alla ricerca della verità e della notizia, residuo di un giornalismo che non c’è più, fagocitato dal web e dalle agenzie. Ma Marco Corvino non molla: sta sul pezzo, indaga, fa domande, mette in pericolo la propria vita, incontra strani personaggi; si getta a capofitto in una storia in cui convivono omicidi, torture, trasgressioni e perversioni. Parallelamente Lugli costruisce una microtrama che nulla ha che vedere con il plot principale; una storia di droga e di malavita che solo nelle ultime pagine il lettore potrà capire: un finale che smonta tutte le certezze acquisite e cambia le carte in tavola. Un gioco perverso, appunto.



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