Giorni memorabili

Giorni memorabili
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New York , metà '800: Lucas è un ragazzino di tredici anni che dopo la tragica morte dell’amato fratello Simon prende il suo posto in fabbrica. La sua postazione di lavoro è alla stessa macchina che ha ucciso Simon, una macchina nella quale Lucas è convinto di sentire ancora l’anima del fratello. Cathrine è la donna amata da Simon, la donna che stava per sposarlo, la donna che si scoprirà in seguito essere una prostituta. Spinta da un groviglio di sentimenti contrastanti deciderà in qualche modo di prendersi cura di Lucas... Ancora New York, nei mesi successivi all’11 settembre 2001: Cat è una poliziotta di colore che tenta di sgominare una banda di giovani kamikaze che miete vittime in pieno giorno con attentati dinamitardi, Simon è il suo giovane fidanzato bianco, un uomo di successo, un collezionista di oggetti rari, Luke è il ricordo del figlio che Cat ha perso alcuni anni prima stroncato da una malattia improvvisa... Di nuovo New York, ma stavolta in una città post disastro nucleare in un futuro possibile: Simon è un essere bio-meccanico, Catareen è una nadiana, un’extraterreste confinata sulla terra, Luke un giovane ribelle deciso a raggiungere Denver e unirsi ad un gruppo di ‘pellegrini’...
Tre affreschi, tre racconti lunghi, tre episodi diversi, o forse la stessa storia raccontata in modo diverso, con altri occhi, diversi ruoli, nuovi punti di vista. Ma se nella prima l’autore (già vincitore del premio Pulitzer col romanzo Le ore) denuncia con violenza la spersonalizzazione dell’individuo nella società industriale, nella seconda evidenzia l’impossibilità di penetrare le logiche che portano un bambino a decidere di diventare un kamikaze in nome di un ideale in grado di prendere il controllo della vita di milioni di persone, e la terza infine è la storia di una fuga da un pianeta in cui non è più possibile vivere. Abile Cunningham, sia nel tratteggiare i personaggi che nel creare legami tanto forti da risultare al lettore subito ‘grandi’. Straordinario nel ripercorrere gli stessi luoghi in tempi diversi e farci incontrare ancora e ancora gli stessi protagonisti ai quali è stato impossibile non affezionarsi. Geniale nel trovare un oggetto simbolo, una tazza, che passa ‘casualmente’ indenne attraverso i secoli, e nel mettere in bocca ai personaggi le parole di Walt Whitman simbolo forse di un’anima immanente che può comunicare solo attraverso un linguaggio eterno. Lo stesso Cunningham del resto afferma che la poesia è una delle più alte forme dell'espressione, il distillato più puro dell'esperienza umana. E aggiunge: "Mi piacerebbe saper scrivere poesia. Se uno dovesse incontrare un extraterrestre in grado di leggere e desideroso di portare con sé qualche cosa di noi, credo che la cosa migliore sarebbe consegnare a questo alieno una copia delle poesie di Keats, di Emily Dickinson o di Whitman. Avrebbe più senso di qualsiasi romanzo. Così potrebbe capire meglio quello che siamo". Un forte riferimento letterario, dopo Virginia Woolf ne Le ore, ritorna dunque presente in questo libro che non può che amplificare la forza della scrittura di Cunninghan, il quale da parte sua dà prova di padroneggiare una prosa sempre perfetta. E se Giorni memorabili ha forse l’unico difetto di essere un po’ troppo pretenzioso, resta comunque un libro affascinante che sa trasmettere emozioni e che non lascia mai indifferente chi legge.

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