Giovane Adamo

Giovane Adamo
A metà degli anni cinquanta, lungo il fiume che collega le città di Glasgow ed Edimburgo, la chiatta di proprietà di Leslie ed Ella percorre col suo carico di antracite tranquilli canali scozzesi circondati da verdi distese d’erba e piccole abitazioni isolate. Joe - trentenne girovago che ha riposto nel cassetto il sogno di fare lo scrittore e ora si accontenta di piccoli impieghi saltuari - da qualche mese è a bordo, occupandosi delle mansioni di carico e scarico dei materiali e piccoli lavori di manutenzione. Una mattina il corpo inerme di una donna seminuda cozza contro il fianco dell’imbarcazione: Joe e Leslie sono consapevoli di non poter fare più nulla per lei, tuttavia si apprestano a recuperare il cadavere ed avvertire la polizia, prima di ripartire per ridiscendere il fiume. Inspiegabilmente, poco dopo l’accaduto, Joe inizia a desiderare ardentemente Ella. La passione tra i due amanti cresce sempre più, sino a quando Leslie scoprirà il tradimento della moglie e deciderà di abbandonare la chiatta. Tutto sembra risolto, ma le sorprese sul passato di Joe sono ancora ben lontane dall'essere venute a galla...
Alexander Trocchi - scozzese dai  passati italiani - abbandona presto l’Inghilterra per trasferirsi a Parigi nel 1952, dove fonda la rivista letteraria Merlin. Pochi mesi dopo, l’incontro con Maurice Girodias direttore editoriale della Olympia Press - impegnata a dare risalto ad opere spesso censurate e accusate di pornografia, tra cui Plexus di Miller e Zenzero di Donleavy - segna la carriera di Trocchi, a cui viene commissionata la stesura di un romanzo erotico: si tratta di una prima versione di Giovane Adamo. Forte di un parziale successo editoriale l’autore imbocca le vie dell’America nel 1956 dove conosce i maggiori rappresentanti della Beat generation e, soprattutto, prende il via la sua iniziazione all’eroina. Tornato a Londra dirige per qualche anno un libreria, ma irrimediabilmente povero e consumato dagli abusi si spegne nel 1984. Questa versione di Giovane Adamo, riveduta e limata, è stata battezzata come il capolavoro assoluto della letteratura scozzese, tanto da colpire il regista David Mackenzie che realizzò nel 2002 la trasposizione cinematografica del libro. Opera d’esordio dell’autore, troviamo ancora intatta tra le righe tutta la sensibilità di Trocchi, una penna dalla finezza e dal candore capaci di scaldare l’animo, grazie inoltre ad una semplicità stilistica che, senza bisogno di fronzoli, splende in tutta la sua purezza.

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