Giovani, nazisti e disoccupati

Giovani, nazisti e disoccupati
Siete un ragazzo di vent'anni ma non vi sentite affatto giovane. Anzi, siete un vecchio di vent'anni, e abitate a Bologna. Vi stanno sul cazzo quelli col mito del sessantotto che si sfasciano tutto il giorno di canne e si definiscono alternativi, quelli che di inverno fanno i rivoluzionari e d'estate se ne vanno in vacanza in Costa Smeralda. Perciò è chiaro che con i vostri coinquilini non vi trovate affatto bene, perché sono tutti un mucchio di fattoni (ma senza soldi). Di mestiere costruite i siti internet e la vostra ex-ragazza, Chiara, quattro anni più di voi, moderatamente gnocca, vi chiede di fargliene uno per il suo matrimonio. Un bel sito per lei che si sposa con Rocco, con le foto e la lista di nozze online. Voi accettate ma la lista di nozze gliela fate su un sito porno, quindi è con piacere che osservate Chiara che litiga con quello che sarà presto il suo ex-marito perché non crede alla storia che lo stronzo in realtà l'avete fatto voi. Poi un giorno, mentre state navigando su internet, incappate nel sito del partito nazional-socialista della vostra città, i soliti nazisti insomma. Poi vi mettete a leggere, le cose che dicono non vi dispiacciono e decidete di andare a vederli dal vivo. Così vi ritrovate nella sede del loro partito, una banda di giovani con la camicia bruna e solo una donna che sembra uscita da un concerto punk-rock. Quelli si incazzano e vi credono uno di sinistra venuto lì a rompere, voi gli dite di no, che volete essere come loro, quelli tirano fuori i coltelli, alla fine gli dite che se vogliono possono picchiare di botte i vostri coinquilini. Quelli ci pensano un po' e poi vi dicono che per credervi dovete farvi tatuare una svastica...
Si dice che i giovani di oggi saranno gli uomini di domani: la futura classe dirigente. Il ritratto che Michele Vaccari fa della generazione dei giovani del 2010, nella sua tragicomicità, mette paura solo a pensarci. I ragazzi che abitano la sua rossa Bologna, oltre ad essere nazisti e disoccupati, sono anche dei fattoni, dei violenti, dei tossici, dei festaioli. Il ritratto di una generazione allo sbaraglio che, in una società in crisi e senza prospettive, cerca di aggrapparsi ad ideologie che rischiano di travolgerla. Nessun buonismo, anche perché il protagonista dal quale sentiamo raccontare tutta la vicenda non ne ha di certo. La voce di questo ragazzo, di cui non conosciamo il nome, non poteva essere più azzeccata: disincantata, cruda, cinica. Il punto di vista che Giovani, nazisti e disoccupati offre al lettore è uno sguardo sull'Italia di oggi e su quella che (speriamo di no) potrebbe essere: “Le facce degli uomini della strada si alternano a quelle da discoteca della Riviera romagnola d'altri tempi, umanità rimbambite che scambiano il nazismo per un moda tipo l'iPhone e, sotto occhiali da sole D&G, sottoscrivono con orgoglio la novità politica dell'anno”.E non è un caso, si direbbe, che questa “novità politica dell'anno”, un redivivo partito nazional-socialista, nasca proprio a Bologna. Quella capitale dell'Emilia Romagna sede universitaria per eccellenza, piena di giovani ma dove si muove un vecchio di vent'anni, roccaforte della sinistra ma che, all'improvviso, si ritrova in casa una nidiata di nazisti. L'autore, genovese classe 1980, scrive senza ombra di dubbio una storia divertente in grado di catturare il lettore fino alla fine, ma capace anche – e non è poco – di fargli gettare uno sguardo nel baratro sul quale l'Italia è pericolosamente sospesa.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER