Giovanni Gentile

Giovanni Gentile
Firenze, 15 aprile 1944. L'auto di Giovanni Gentile, ex ministro dell'Educazione del Governo Mussolini, insigne studioso e presidente fresco di nomina dell'Accademia d'Italia sta per varcare il cancello di casa, quando due giovani con dei libri sotto il braccio si avvicinano sorridenti. Gentile, credendoli studenti, tira giù il finestrino. I due, che sono partigiani dei GAP, lo freddano a colpi d'arma da fuoco. Muore così uno dei personaggi più di spicco e controversi del ventennio fascista, uno dei pochi intellettuali che - pur con importanti distinguo - hanno aderito alla causa mussoliniana. Un personaggio che i posteri hanno discusso, osteggiato, ma soprattutto rimosso...
A Gabriele Turi, professore di Storia contemporanea all'Università di Firenze, il compito di ovviare a questa rimozione con un ponderoso e documentatissimo volume, che tenta di superare ogni lettura ideologica e settaria del pensiero e della vita di Gentile, ricomponendo una dicotomia che ha privato il pensiero filosofico italiano del dopoguerra di uno dei suoi padri.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER