Gioventù cannibale

Gioventù cannibale

Emanuele è stanco e vorrebbe andare a dormire. Ha studiato tutto il giorno e l’indomani dovrà guidare fino a Siena per il matrimonio del cugino, con la sola compagnia della madre, polemica e lamentosa. Sta per infilarsi sotto le coperte quando lo chiama Aldo, suo amico e rinomata testa calda. Emanuele tentenna un po’, ma alla fine acconsente ed esce per una passeggiata, fare quattro chiacchiere e fumare una sigaretta. Tra marijuana, cocaina, una prostituta transgender e un canguro rapito dallo zoo della città, però, la notte riserva molte sorprese e prende una piega imprevista... Trasferitosi a Roma da un paese dell’entroterra calabrese, un ragazzo si ritrova a dormire alla stazione Termini, vivendo alla meno peggio d’espedienti e accattonaggio, solo e senza il becco d’un quattrino. La sua vita cambia quando uno sconosciuto, un vecchio dai modi distinti, gli chiede di stipulare un accordo, il giovane allora diventa un killer BDSM che semina il panico nella Capitale… Al principio degli anni Settanta, tra gli alti palazzi di cemento dell’edilizia popolare milanese, grigi e malinconici, si muove un gruppo di bambini non ancora adolescenti, ognuno proveniente da una realtà sociale triste e problematica. I bambini trascorrono le loro giornate nel cortile del comprensorio, a giocare e chiacchierare, quando un evento, macabro e decisivo, rompe la loro routine segnando la vita di ognuno di loro…

Questi sono solo tre dei dieci racconti della celebre antologia Stile Libero Gioventù cannibale, definita come “la prima raccolta italiana dell’orrore estremo”. Si tratta di un caso editoriale che è un unicum nel panorama letterario d’Italia: pochi testi sono stati così chiacchierati e letti, pochi hanno avuto un’eco tanto forte e distintamente udibile nel tempo. Gli autori della raccolta, undici in tutto, all’epoca ‒ la prima edizione è del 1997 ‒ erano molto giovani e quasi del tutto sconosciuti, con poca, pochissima esperienza alle spalle e niente ad accomunarli tra loro. Un nome, ad oggi, spicca tra questi, quello di Niccolò Ammaniti, premio Strega per Come Dio comanda, uno dei romanzieri più di successo e apprezzati della letteratura italiana contemporanea. L’antologia godette all’uscita di un successo immediato, qualcosa che comunque non si è mai interrotto con il passare del tempo, e tale felicità di vendite venne imputata, allora come oggi, alle peculiarità del testo. I temi sono puramente horror, partendo dallo splatter, passando per il pulp e concludendo con il soprannaturale, il sangue pregna ogni singolo racconto della raccolta e l’omicidio ne è il vero protagonista. Temi forti, quelli dell’antologia, che indagano sulle parti più marce e nascoste dell’animo umano, trattati con crudezza, serviti al lettore senza giri di parole, descritti con uno stile scarno e conciso, freddo ma d’impatto. Un testo fondamentale della produzione italiana, un cult per tutti gli appassionati del genere horror, una perla senza tempo che ha lasciato un’eredità forte e inconfondibile.



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