Giuseppe Verdi e Teresa Stolz

Giuseppe Verdi e Teresa Stolz
Siamo a Milano all’inizio d’autunno del 1877, in un appartamento di via Bigli nel quale ogni sera si danno appuntamento gli artisti più noti dell’epoca. Nel salotto buono della cultura, Teresa Stolz indugia nella sua camera, sebbene incalzata dall’amica Claretta Maffei a prepararsi per il consueto appuntamento serale. Da questo momento i suoi ricordi si dipanano uno dietro l’altro per ripercorrere la sua vita fino all’incontro che avrebbe cambiato la sua vita, quello con Giuseppe Verdi. Il loro è un legame affettivo, un legame particolare, speciale, unico: un legame che avrebbe superato persino la morte. Amante, amica, confidente, musa ispiratrice: cosa fu esattamente Teresa Stolz per Verdi che già si avviava sul viale del tramonto? Da Genova dove il maestro riservato, scorbutico e avaro ebbe come direttore d’orchestra Angelo Mariani (l’uomo della Stolz) attraverso tappe importanti della sua seconda giovinezza da Aida alla Messa in Requiem per la morte di Alessandro Manzoni fino all’Otello, terminato proprio a Montecatini Terme e il Falstaff, dietro ogni nota troviamo sempre Teresa...
Partendo da una vasta documentazione e da lettere, l’autore propone un racconto tra realtà e biografia che appassiona e apre degli scenari forse impensabili o poco indagati della personalità del Maestro. Nulla di morboso, nessuna pretesa di scoprire più di quanto possa essere documentato, ma solo un tentativo di calarsi nell’animo dei protagonisti di questa storia: Angelo Mariani, Teresa Stolz, Giuseppe Verdi e la moglie Giuseppina Strepponi. Emergono debolezze, sensi di colpa, un grande pudore nel voler proteggere l’intimità di un rapporto a cui i due non possono rinunciare perché il loro legame è rafforzato dalla musica, da quella musica che li unisce, che li accomuna in un percorso verso un cambiamento anche profondo degli ultimi capolavori verdiani. Teresa diventa la figura primaria di tutto il volume, un esempio di donna fuori del tempo, ma con una dote che forse poche altre hanno: una grande pazienza, un grande sentimento messo a tacere non per ipocrisia ma per mantenere un equilibrio in un artista che ammira e che sa che può dare ancora molto al suo pubblico. Di qui la stretta amicizia con la moglie del Maestro, il tentativo reiterato di stare lontana da lui, ma anche il suo essere sempre pronta ad accorrere a ogni suo minimo cenno.  Questo volume, senza la pretesa di essere un saggio rigoroso e accurato, suggerisce a chi volesse approfondire la storia, una via nuova da percorrere: quella della ricostruzione di una tranche de vie degli ultimi trent’anni del cigno di Busseto. Una maniera diversa, più umana e moderna di far conoscere Verdi soprattutto ai non addetti ai lavori, e anche coraggiosa per aver accentuato alcuni moti dell’animo taciuti dai più illustri biografi e dalla vasta letteratura che è stata scritta fino ad oggi.

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