Gli antichi ci riguardano

Gli antichi ci riguardano
I segnali sono scoraggianti e hanno necessità di una lettura più sofisticata per comprendere quali ragioni si nascondano dietro i nuovi orientamenti dell’educazione scolastica e quali effetti producano sugli studenti. Da molti anni i progetti politici incentivano i programmi scolastici a dedicarsi in maniera quasi del tutto esclusiva alle materie tecniche e scientifiche, ingannando gli studenti con la falsa chimera di ottenere facile integrazione in un mondo del lavoro retto dalla ricerca del profitto economico. Resi vittime dell’illusione di avere un futuro assicurato e di ottenere un guadagno immediato, i giovani vengono convertiti alla religione dell’utilità e allontanati sempre di più dal valore delle istanze culturali di tipo umanistico. Il risultato che si persegue è quello di formare scolari imbottiti di sentenze precotte anziché addestrati a porsi criticamente di fronte ai contenuti. Lo studio delle materie classiche e artistiche rappresenta una preziosa risorsa che permette di leggere, ordinare e rappresentare il mondo, di dirne il senso e i valori, di orientarsi nel feroce e insidioso garbuglio del nostro vivere, un cammino a ritroso verso il sogno ancora possibile di un’uscita dalla pesante crisi culturale che attanaglia la nostra condizione attuale…
Esce in libreria in libreria un agile volumetto di poche pagine e rapida lettura dedicato alla necessità di una salutare riscoperta del valore del pensiero antico. Ne è autore Luciano Canfora, illustre cultore della cultura classica a cui ha dedicato una lunga serie di opere e professore emerito all’Università di Bari. Da sempre votato all’impegno di accorciare le distanze tra la cultura umanistica e la realtà sociale contemporanea, in questo breve pamphlet rinnova il proprio intento di mostrare quanto possa risultare scellerata la decisione di voltare definitivamente le spalle alla tradizione degli studi classici, quali il latino, il greco e la storia del pensiero filosofico antico. Una scelta nefasta che ha reso le democrazie occidentali dei gusci vuoti di saperi e di sostanze virtuose, nelle quali i cittadini perdono senso critico e consapevolezza dei propri diritti. La sua appassionata e pungente analisi sul senso dell’utilità della cultura umanistica strappa al lettore un convinto consenso. E rappresenta un efficace liquido di contrasto iniettato in un circuito di pensiero che è all’origine della dilatata deriva umana in cui ci dibattiamo.

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