Gli eletti di Mut

Ayla ha ormai diciassette anni. Negli ultimi tre ha vissuto nella Valle dei Cavalli da sola, in una caverna, per compagni un cucciolo di leone e una cavallina. Poi è arrivato Giondalar e per lei è cambiato tutto, e tutto è diventato più bello. Ma il desiderio di entrambi di viaggiare e conoscere ha avuto ben presto il sopravvento: è quindi necessario lasciare quel loro piccolo angolo di paradiso e riprendere il cammino. Per Ayla incontrare altri suoi simili è adesso la più grande delle sorprese; si tratta dei Mamutoi del Campo del Leone, cacciatori di mammut, accoglienti e generosi. Il loro capo, infatti, non esita ad invitarli a trascorrere l’inverno ormai prossimo nel campo. Le difficoltà per Ayla però non sono finite: scoprire che lei è stata cresciuta dal Clan dei Testapiatta, come li chiamano, è motivo per i Mamutoi di diffidenza nei suoi confronti. Li considerano soltanto animali, è difficile credere che da loro la ragazza abbia acquisito l’abilità nella medicina, nell’uso delle erbe, in quello delle armi. Ma presto la ragazza farà breccia nei loro cuori. E in particolare in quello di Ranec, il bravissimo intagliatore di avorio dagli occhi luminosi e penetranti e dalla strana pelle d’ebano. Certo, questo non farà molto piacere a Giondalar…
Giunge al terzo episodio la sontuosa saga de I Figli della Terra e nuovi incontri e avventure attendono la protagonista, la bionda Cro-Magnon Ayla. Ancora una volta il racconto della vita dei vari popoli, in questa fase di passaggio fondamentale per il progresso dell’Uomo, risulta affascinante e interessante e bene si mescola alle sorti della nostra eroina, stavolta addirittura alle prese con un triangolo amoroso. Ancora le scene di sesso sono presenti e dettagliate ma di nuovo non appaiono fuori luogo, completando invece il variegato puzzle che è questa narrazione. Rispetto ai precedenti volumi sono più frequenti le parti eccessivamente descrittive e molti sono i nomi (per giunta simili tra loro), per questo motivo la lettura appare un po’ faticosa. In compenso sono forse di più gli spunti di riflessione che alcuni particolari suggeriscono, per esempio la scoperta che, al contrario della dote portata dalle spose nel mondo moderno, nella fase in cui al centro dei culti vi era la Grande Madre Terra, era l’uomo che pagava il Prezzo della Sposa alla famiglia della prescelta, della quale acquisiva la condizione e l’eventuale prestigio sociale. Chissà se si tratta di un dato reale (l’autrice ha profonde conoscenze di paleoantropologia)… Insomma, non è facile trovare una lettura interessante e divertente allo stesso tempo, e questa continua ad esserlo: i fan della Auel lo sanno bene.

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