Gli innamoramenti

Gli innamoramenti
María Dolz lavora in una casa editrice di Madrid. Ogni mattina fa colazione nello stesso caffè e ogni mattina guarda con attenzione una coppia: Luisa e Miguel Desvern. Non li conosce, non sa neppure i loro nomi, si limita a sorseggiare il suo caffè e a guardarli. Sono per lei l’emblema dell’amore, della felicità. Le danno sicurezza. Le danno la sensazione che tutto resterà saldo al proprio posto nonostante ogni giorno María sia immersa nella frenesia del suo lavoro. Luisa e Miguel devono avere dei figli, li sente discutere dei loro problemi, ma sempre con il sorriso sulle labbra, sempre con quegli occhi carichi d’amore, felici, raggianti. L’amore quindi esiste: e la prova sono i coniugi Desvern. Un giorno la coppia non si presenta a fare colazione. E neppure quello seguente. María resta perplessa, ma del resto non sa neppure come cercarli. Qualche tempo dopo una amica comune le rivela quello che è accaduto: Miguel è morto. L’incanto si è irrimediabilmente infranto. La donna non riesce a fare a meno di mettersi in contatto con Luisa, desidera con discrezione starle vicino nel momento del dolore. Conoscerà Javier Díaz-Varela, uno dei migliori amici di Miguel, di cui si innamorerà. E sarà proprio la sua relazione con Javier a mettere a nudo molti dei lati più oscuri dell’amore...
Javier Marías, uno dei più celebri scrittori spagnoli contemporanei, attraverso le profonde riflessioni della sua protagonista femminile – la prima dei suoi numerosi romanzi – mette a nudo con occhi disincantati la realtà. Cosa siamo capaci di fare per amore? Cosa siamo capaci di sopportare? Su cosa arriviamo a tacere? Quanto sono connessi odio e amore? La morte di Miguel è lo spunto per una intensa meditazione da un lato sulla caducità della nostra vita, dall’altro sul lato nascosto, oscuro, della realtà. Non tutto è come appare. Anzi. Quasi mai le cose sono quelle che sembrano. E se tutto è fragile, se tutto è soggettivo, in cosa possiamo fare affidamento? Su chi e cosa possiamo riporre le nostre certezze? Che senso ha l’amore se tutto ci sfugge tra le dita, se tutto è così irrimediabilmente precario? Marías scrive un romanzo intenso, da cui il lettore difficilmente riuscirà a staccarsi. Lo fa con uno stile limpido, cristallino, da grande artista. Ogni pagina è preziosa, intensa, imperdibile. Tutto è molto più complesso di ciò che crediamo, l’entropia governa il mondo. È questa l’unica certezza che possiamo permetterci, in fin dei conti.

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