Gli occhi di Asha

Gli occhi di Asha

È nata all’alba, Asha. In un piccolo villaggio indiano dove l’odore delle spezie, mescolato all’umidità dell’aria, diventa quasi nauseante. Unica sorella di sette fratelli maschi, non si lascia intimorire da nulla quella bimba dall’animo gentile e battagliero, quella bimba che ama danzare anche nel fango e sotto la pioggia battente. Meravigliosa Asha, con quegli occhi pieni di vita e quei capelli rossi con sfumature dorate, che fanno da contorno alla pelle olivastra. Tutti le vogliono bene, tutti apprezzano il suo sorriso e, se pur piccina, lei vive una vita felice e in armonia con la natura. Quella stessa natura che un giorno è diventata rabbiosa, che ha fatto tremare la terra con un sussulto che ha distrutto tutto, che non ha risparmiato nessuno tranne Asha. Si risveglia in ospedale, attaccata a dei piccoli tubi e soprattutto senza il suo cielo a farle da tetto. La bimba ha paura, le parlano ma non comprende, lei che non ha mai parlato, che non ha mai emesso nessun suono, non capisce cosa dicono i suoi soccorritori. Asha non sa cosa pensare: la terra ha tremato e nella maniera più crudele le ha portato via ogni cosa. Non ha più i suoi fratelli, non sente più il profumo delle spezie, la bimba è disperata! A un certo punto, come in un sogno, le sembra di sentire una voce, un suono diverso, le sembra di vedere un’aquila e di ascoltare delle parole di conforto che parlano di un regalo. Così la piccola si addormenta e al suo risveglio trova sul letto di quell’ospedale straniero una piuma nera ed è per lei l’inizio di una nuova vita. Asha cresce, viene educata, le insegnano a parlare e a vivere. La bimba è diventata donna, una persona serena, se pur con l’animo velato di malinconia. È sera, una sera come tante e Asha esce con le sue amiche. La ragazza ancora non sa quello che la attende e soprattutto non immagina che, proprio in quelle ore, un incontro straordinario le cambierà la vita. Uno sguardo la rapisce, due occhi magnetici la fanno sentire improvvisamente libera: Asha sente di essersi ripresa la sua vita, la sua anima e di essere nuovamente libera. Gli occhi sono quelli di un lupo…

Gli occhi di Asha è il romanzo d’esordio di Alessandra Iannotta, che narra di un’anima e del suo percorso di incarnazione “in uno spazio senza Tempo, intorno a un Fuoco sacro”. Asha, Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia sotto sette donne, femmine coraggiose che si ritroveranno ad affrontare gioie, dolori e pericoli, sette figure diverse abitate da un’unica Anima. Emerge tutta la potenza dell’esaltazione del mistico, nella narrazione voluta dalla Iannotta, una celebrazione fatta con garbatezza e leggerezza. Bella la sinuosità della danza, altra protagonista del romanzo, che trasmette al lettore un senso di libertà e liberazione e che diventa parte del rituale di incarnazione dell’anima, che balla con gli animali danzanti. Importante e prezioso il ruolo della memoria, quella che riporta inconsciamente indietro nel tempo, quella che fa emergere, anche se in maniera piuttosto adombrata, i ricordi delle precedenti vite. Alessandra Iannotta consegna al lettore un libro decisamente particolare e intenso, in cui la dolcezza e la forza della donna e della sua anima vengono elevate all’ennesima potenza. L’elemento ascetico, fortemente presente, impreziosisce il racconto. L’autrice romana, finalista per il premio “Sulle orme di Leopold Sedar Senghor” con la sua silloge Sangria al Grippiale, ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi componimenti poetici. E non a caso ne Gli occhi di Asha lo stile della Iannotta non abbandona la sinuosità poetica, dando così alla scrittura una importante impronta soave, che a tratti però pecca di leziosità. Un libro consigliato a tutti coloro che amano viaggiare oltre i confini spazio temporali, dove i volti e le parole si trasformano in musica e in poesia.



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