Gli squali

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Max ha diciannove anni e vive in un piccolo paese veneto, Magnano. Sta pedalando sulla sua bici diretto a casa dopo aver lavorato nell’azienda di famiglia per dare una mano a suo padre quando riceve una mail che lo sconvolge profondamente e che cambierà totalmente la sua vita. La mail è di Lorenzo Mutti, proprietario dell’ePark, una azienda informatica. Vogliono brevettare una app che Max ha creato. Max è sempre stato appassionato di programmazione e, in procinto di lasciare la scuola superiore, ha “inventato” una app che serva da guida a chi, come lui, non sa ancora che facoltà scegliere. Di certo non si sarebbe mai aspettato che Mutti in persona sarebbe mai stato interessato al suo lavoro. Invece gli chiedono di trasferirsi a loro, lavorare nell’ePark e espandere la sua app. Max è al settimo cielo e allo stesso tempo è terrorizzato. Ha paura di perdere la sua cerchia di amici fidati, quelli con cui trascorre tutto il suo tempo libero, di allontanarsi da casa, di “spiccare il volo” in un mondo che non conosce e che teme possa travolgerlo. I suoi genitori sono al suo fianco, felici di qualsiasi scelta lui farà ma con i piedi ben piantati nella realtà (la mamma insisterà che Max scelga comunque una facoltà universitaria e che non si dedichi solo all’esperienza nell’ePark). Come si vive con un piede nel mondo degli adolescenti e con un altro in quello, spietato, degli adulti? Riuscirà Max a districarsi mentre il suo mondo sembra cambiare radicalmente?

Giacomo Mazzariol è diventato famoso per il suo primo romanzo, che ha avuto grande fortuna, Mio fratello rincorre i dinosauri, in cui racconta la sua vita e quella di suo fratello minore, affetto da sindrome di Down. Ha scritto, poi, assieme al collettivo GRAMS* la sceneggiatura di Baby una serie tv prodotta da Netflix che è alla seconda stagione. Gli squali è una sorta di romanzo di formazione: il protagonista, Max, è alla fine delle superiori e comincia a lavorare per una multinazionale in una ipotetica Silicon Valley italiana nei pressi di Roma. Tutto diventa immediatamente troppo complesso da gestire per un diciannovenne immerso in un mondo troppo distante dal suo. Il romanzo è una lettura piacevole, scritto con semplicità e con uno stile fresco e accattivante. Si sente tanto l’influenza che Dave Eggers con il suo Il Cerchio possa aver avuto su Mazzariol (penso alla struttura dell’ePark, al modo in cui questa azienda gestisce i propri dipendenti, giusto per fare un paio di esempi). Mazzariol prova a raccontarci la “generazione Z”, parla di loro, parla a loro e ci riesce. Quello che, a mio avviso manca, è quel “tocco in più”: de Gli squali immaginiamo il finale più o meno da metà libro. Eppure restiamo incollati e continuiamo a leggere di Max, dei suoi amici e della sua famiglia. E alla fine ci mancheranno anche. Mazzariol ha tanto da raccontarci e noi restiamo in attesa del suo prossimo lavoro.

 


 

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