Gli uomini sono bastardi

Gli uomini sono bastardi

Carlotta non si sarebbe mai suicidata, lo afferma chiunque l’abbia conosciuta, tantomeno in un parco e figuriamoci poi con su una minigonna che avrebbe esposto il suo corpo alla curiosità della gente. E non si può trascurare che purtroppo stava da qualche tempo con un uomo violento che le ha lasciato spesso segni addosso... Elena è nata a Torino nel ’76. È di sicuro una donna molto timida, ma al tempo stesso “vivace”. Salta da un rapporto all’altro, sin da ragazzina, vivendo la sua sessualità con libertà e leggerezza, il naso sempre immerso in un romanzo rosa. Ma si sposa con Michele, un uomo rigido, autoritario, severo, moralmente intransigente. Lui tiene i conti, gestisce tutti i soldi, si occupa di tutto, anche di tagliarle i capelli, passa a saldare i conti della spesa... Sara e Vincenzo si conoscono in uno stabilimento balneare dove fanno gli animatori per bambini. Lui è ombroso, non sorride mai, ma quando lo fa ti illumina, ha uno sguardo intenso che “ti lascia intontita”. È sempre cortese, elegante, perfetto, impeccabile. Un solo difetto: è geloso. All’inizio Sara è lusingata, ma poi... Giulia rimane incinta e Matteo decide di dare una famiglia a questo bambino che deve nascere. E fa tutto lui, mentre Giulia si lascia guidare anche nei preparativi. Si deve fare in fretta, altrimenti sotto l’abito bianco si vedrà la pancia. Purtroppo, però, Giulia perde il bambino e se pur non convinta, si sposa lo stesso. Arrivano altri figli, tutto sembra perfetto, finché Matteo comincia a marcarla stretta e un’amica farmacista di lei scopre che le fa prendere dei medicinali per chi soffre di bipolarismo, sostenendo che la terranno calma...

Dieci storie e soprattutto dieci uomini apparentemente normali. Il giornalista e scrittore Carmelo Abbate fa bene a parlarne, a mettere a nudo le psicologie contorte, a sollecitare attenzione, a puntare ancora e ancora il dito su certi episodi di cronaca nera, perché dietro ogni omicidio ci sono, troppo spesso, episodi precedenti che sono stati perdonati, trascurati, avvolti in una nebbia di scuse, di giustificazioni, di pentimenti e che invece non vanno assolutamente mai presi sotto gamba. Sono tutte storie conosciute, quelle riportate nel libro, che hanno riempito a lungo le pagine della cronaca dei nostri giornali, arrivando a un epilogo che, purtroppo, è sempre lo stesso. Forse non se ne parla mai abbastanza, se ancora oggi, quotidianamente, si assiste a infiniti episodi di femminicidio, in cui le donne sono sempre vittime di un ex. Marito, fidanzato o amante, poco importa, ma c’è e sempre più insistente, con questo desiderio di possesso, quasi come un diritto, che probabilmente, però, mostra alcune lacune: su tutte le difficoltà, sempre maggiori, degli uomini a gestire donne libere, piene di idee, di impegni, di soddisfazioni, che spesso nemmeno ci pensano al tradimento, ma di certo puntano alla propria realizzazione, alla propria vita, alla propria felicità, tutto ciò che infastidisce ancora di più chi si sente frustrato, senza la possibilità di dimostrare un concetto piuttosto antiquato della propria virilità, vittima di una società maschilista e di un’educazione altrettanto poco evoluta e votata alla necessità dell’affermazione dell’uomo, come elemento di superiorità e prova di forza. C’è da ribadire: quanti danni fa l’ignoranza!



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