Gola profonda

Gola profonda
Una settimana di lavorazione, un budget di soli 23.000 dollari, un regista improvvisato, ex parrucchiere weirdo. Ma dal 1972 ad oggi "Gola Profonda" di Gerard Damiano (Deep Throat, 1972), ha incassato circa 100 milioni di dollari al botteghino e ha venduto più di un milione di videocassette e centinaia di migliaia di dvd, entrando - unico film hardcore della storia - nei 10 migliori incassi del cinema di tutti i tempi. Anche chi non ha mai visto questo pornofilm (o il fenomenale documentario di Fenton Bailey e Randy Barbato "Inside Gola profonda" del 2005) lo ha almeno sentito nominare. Questo perché da semplice film si è trasformato in luogo comune, in archetipo, in espressione gergale (vedi alla voce Watergate, oppure per i figli della cultura pop vedi alla voce X-Files), oltre che in oggetto di una lunga controversia giudiziaria dopo che Linda Lovelace (nome d'arte di Linda Susan Boreman, morta nel 2002 in seguito a un incidente stradale) ha rivelato di aver girato i film pornografici che la vedono protagonista (16, cortometraggi compresi) sotto minaccia di morte da parte dell'ex marito. Ma di cosa parla insomma questo celeberrimo Gola profonda? Di una donna, moderna e determinata a raggiungere la felicità come e quanto si conviene a una figlia dei Seventies, che ha un grave problema di frigidità nonostante si applichi con entusiasmo alla ricerca dell'orgasmo con suo marito - e non solo. Uno strambo medico le rivelerà che la radice dei suoi problemi non è psicologica né fisiologica in senso lato, ma anatomica in senso stretto: il suo clitoride infatti non è situato come si conviene nella sua vagina, ma nella sua gola: la ragazza, rinfrancata, diventerà una virtuosa della fellatio estrema raggiungendo finalmente il nirvana del suo e dell'altrui piacere. Una trama esile esile, come si vede, e per giunta declinata con un registro comico-surreale che generalmente è mal digerito dai fans duri e puri dell'hard-core: ma gli inserti off-topic tratti da documentari e altri film (Ed Wood insegna) e il contesto sociale nel quale la pellicola si è trovata a uscire nelle sale (per caso o non per caso, se ne può dibattere all'infinito) hanno reso questo oscuro pornazzo surreale un oggetto leggendario: l'immagine proibita è diventata un'icona...
Torna in versione riveduta e ampliata dopo la prima uscita del 2002 il saggio di Piero Calò e Giuseppe Grosso Ciponte, esperti di comunicazione non solo audiovisiva: racconta la storia, il backstage e le polemiche che sono seguite all'uscita del film di Damiano, ne analizza la struttura cinematografica frame by frame, ne rilegge la sceneggiatura e più in generale ne esplora l'estetica, fissando una linea di demarcazione tra hard 'pre e post Linda Lovelace'. All'interno del testo, 24 fotogrammi originali tratti dal film. Posto che - come autorevolmente teorizzato da più parti - la pornografia è il mezzo d'espressione che più di ogni altro fotografa i nostri tempi, questo diventa un libro che racconta una storia che è d'obbligo conoscere.

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