Good girl bad boy

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Lindale è una cittadina piccola e ordinata, dove tutti sanno tutto di tutti. È per questo che Riley Greene è perplessa: non conosce i suoi nuovi vicini di casa. Spia il loro trasloco da dietro le tende dopo che è stata sorpresa a curiosare proprio dal nuovo ragazzo che andrà a vivere lì accanto, uno che non passa proprio inosservato, ma che le fa subito arrossire le guance. Quella stessa sera lei farà la conoscenza di Alec (lui si chiama così, Alec Wilde) che si intrufola in camera sua e le ruba un vecchio reggiseno con Minnie e Topolino, proprio mentre lei sta dormendo. E non appena lei si rende conto, apre gli occhi e si precipita alla finestra, lo vede che ha già raggiunto la sua camera e che se la ride con una serie di amici che lei conosce bene, perché qualcuno è anche in classe con lei. Urla, li insulta, arrossisce, scopre nome e cognome del suo nuovo vicino al quale non risparmia battute cattive, ma non rientra in possesso del maltolto, tanto che comincia una sorta di guerra senza esclusione di colpi, a cominciare dalla mattina dopo, quando è la madre di Riley che con un vassoio di cupcakes porta i figli a dare il benvenuto ai vicini di casa. Alec è sorpreso di quella presenza nel suo salotto, ma non nasconde di conoscere già la ragazza, tanto che lei è costretta a dire che le finestre delle loro stanze sono una di fronte all’altra e si sono già conosciuti. Scopre anche che frequenteranno la stessa scuola, con la benedizione delle mamme che vorrebbero che i due ragazzi diventassero di supporto l’uno all’altra. È a questo punto che Alec si prende la libertà di mettere un braccio intorno alle spalle di Riley, affermando: “Diventeremo inseparabili come Minnie e Topolino”...

Un libro vero, sotto tutti i punti di vista, perché i ragazzi vivono così, si esprimono così, fanno le stesse battute, gli stessi scherzi, combinano gli stessi casini, si fanno gli stessi problemi, nascondono i propri sentimenti per paura di mostrarsi fragili, ma proprio perché terrorizzati da questa loro fragilità davanti a un’intensità così profonda. E poi sono impreparati alle cattiverie degli altri, spesso si fanno colpe che non hanno e, a volte (in realtà poche), hanno vicino adulti in grado di aiutarli a crescere, non sottovalutando questi loro piccoli grandi problemi, non anteponendo le proprie difficoltà a quelle che incontrano i figli, giorno dopo giorno e insegnando loro il rapporto con i sentimenti che vanno esternati, perché non c’è nulla di male ad essere innamorati, nulla di cui vergognarsi a stare bene con un gruppo specifico di amici piuttosto che con altri. Quindi, davvero, fioccano gli spunti di riflessione, sia per i ragazzi che per gli adulti che si confronteranno con questo libro, in un linguaggio fresco e chiaro, a tratti anche molto divertente, di sicuro infinitamente vero e calato nella realtà che vivono gli adolescenti, tra la scuola, gli amici (rigorosamente divisi, almeno inizialmente, tra maschi e femmine), i compiti, le prime cotte, le rivalità. Gli episodi narrati fanno parte del nostro quotidiano più semplice, con in più un matrimonio gay, quel bicchiere di troppo che elimina i freni inibitori, o la storia di bullismo in cui è coinvolta, suo malgrado, la protagonista Riley. Amore, amicizia, sostegno e supporto da parte degli adulti servirà solo a far crescere maggiormente consapevoli gli adulti di domani.



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