Good morning Afghanistan

Good morning Afghanistan
Ahmad Shah Massoud è un guerriero coraggioso, capo carismatico dell'Alleanza del nord, al comando di una banda di fuggitivi, ultima speranza di salvezza per il Paese. L'Occidente lo considera il capo del legittimo governo afgano: il villaggio di Khawaja Bahauddin è stato eletto nuova capitale dell'Afghanistan, e qui hanno luogo gli incontri fra funzionari locali e diplomatici stranieri. Un giornalista marocchino e il suo operatore si avventurano lungo le linee di fuoco per raccontare questo momento difficile del paese ed incontrare Massoud, ma le loro intenzioni non si riveleranno esattamente queste. La telecamera in realtà è imbottita di esplosivo. Una deflagrazione percepita per decine di chilometri spazzerà via tutti: è il 9 settembre 2001...
Waseem Mahmood narra in prima persona la sua esperienza di giornalista impegnato a raccontare l'Afghanistan in un momento difficilissimo della sua storia. Un paese dilaniato dalla guerra, dalla ferocia dalle lunghe occupazioni straniere e dittature interne, un paese ingiustamente salito all'onore delle cronache solo dopo i tragici eventi dell'11 settembre. La narrazione si alterna tra cronologia e flashback con un ping pong tra Stati Uniti e Afghanistan; e se da una parte cogliamo lo stupore di chi deve raccontare la storia interpretando le immagini di New York invasa da panico e fumo, dall'altra vediamo i festeggiamenti dei talebani dopo la rivendicazione dell'attentato alle Twin Towers. Sgomento nel cuore di Mahmood, il cuore di un musulmano, incredulità e voglia di capire e di aiutare il suo paese a rimettersi in piedi. Good Morning Afghanistan non è solo il titolo del libro, ma anche il nome di un programma radiofonico ispirato alla celeberrima trasmissione Good morning Vietnam entrata nell'immaginario collettivo anche grazie all'omonimo film interpretato da Robin Williams. Ma mentre Good Morning Vietnam era nata per intrattenere i soldati americani impegnati nel sud-est asiatico, Good Morning Afghanistan si impone come il tentativo da parte di un gruppo di giornalisti professionisti di dare una risposta ai mille quesiti presenti attorno alla complessa società afgana e alle sue vicissitudini. Un affresco importante, uno sguardo obiettivo puntato sulla vita quotidiana, sul difficile connubio fra cultura, tradizione, oppressione dovuta all'occupazione straniera e alla dittatura e nuovi venti di libertà in arrivo. Di grande utilità per il lettore, alla fine del libro, una piccola scheda informativa sull'Afghanistan, sulla sua cultura, sulle sue etnie, le sue religioni. Waseem Mahmood, pluri-celebrato giornalista impegnato in prima persona nella ricostruzione dei mezzi di comunicazione nelle zone post belliche, dopo il successo di questo libro, si sta occupando della redazione di un volume fotografico sul Pakistan.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER