Gramsci in cenere

Gramsci in cenere

Massa Lombarda. Ora e prima. È un comune della pianura padana in provincia di Ravenna, all’interno rispetto alla costa, confinante con Imola, circa diecimila abitanti, cifra abbastanza stabile nell’ultimo mezzo secolo. Il fondatore del circo Orfei vi nacque nel 1828, vi visse a fine Ottocento il barone ginevrino Vittorio Crud, vi morì nell’ottobre 1943 il cospiratore anarchico Filippo Pernisa, anche la tennista Sara Errani nasce lì nel 1987. Nel 1946 il 95% si espresse per la Repubblica, a lungo il PCI vi ottenne oltre il 70% dei voti. Un paese monotono e prevedibile, apparentemente immobile, un altro tedio di un’altra provincia, chiacchiere gratuite, malignità bugiarde, ipocrisia. Lo conosciamo come il paese della frutta, durante i decenni del Novecento tanti e tante lavoravano nella frutticoltura (sempre più industriale) e nell’enorme zuccherificio, un alto reddito procapite, soprattutto dalla fine degli anni sessanta crebbero latenti e patenti tensioni generazionali e sociali. Lo zuccherificio (aperto nel 1901) chiuse nel 1971, l’Esperia (conserve di pomodoro dal 1907) nel 1981, la Yoga nel 1992, la crisi economica e associativa sono quelle note. Pure Marco è di lì, famiglia benestante di centro, padre architetto e madre casalinga, sorella più piccola; ora fa l’editore e lo scrittore a Roma; frequentava il primo anno delle superiori quando vide Arancia meccanica (uscito nel 1971). Vi è sempre tornato sporadicamente, spiega le complicazioni per arrivarci, ricorda tanti luoghi di quel periodo (dai bar alla radio libera) e non solo, dal cimitero alla casa di riposo. E innumerevoli persone…

Anche Alda Teodorani è nata a Massa Lombarda (negli anni cinquanta) e si è presto trasferita a Roma. Era fra le fondatrici del gruppo dei 13 (noir bolognese-romagnolo), calca bene le scene letterarie da quasi trent’anni e insegna alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. È una delle più originali e prolifiche autrici italiane, spaziando fra giallo, neo-noir, horror, erotismo, pulp, fumetti, poesia. La sua città ricorre spesso e in vario modo nei romanzi e nei racconti di genere; ora ne fa la protagonista di un romanzo “di formazione”, in prima persona maschile (il fratello Marco è pittore e risiede ancora lì, il narratore Marco è da tempo romano e da poco “vedovo”). Il sottotitolo “dal rosso al nulla” sintetizza il vuoto lasciato in quel luogo dai valori comunisti (come altrove, peraltro), sia avendo prima contribuito a distruggere la cultura contadina sia avendo poi “cannibalizzato” se stesso. Marco cita spesso la cara amica di allora e di ora (scrittrice) Lara (di sinistra), narra di ragazzi e ragazze cresciuti insieme; tratta eventi e casi delle loro vite, legami affettivi e scomparse, quanto (molto) è restato solo cenere (partigiani, eroinomani, Gramsci).Una quindicina di brevi capitoletti di storia popolare: pezzi di una biografia personale e cittadina, sentimenti veri per quanto non nostalgici, descrizioni formative e mai pedanti, spunti di cronache sociali di lungo periodo per quanto più concentrate sugli anni dell’adolescenza e della scuola. Con la loro musica: Lou Reed e Patty Pravo, John Lennon, David Bowie, Rolling Stones.



 

 

 

 
 
 
 

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