Grazie

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Nell'Italia della crisi e della paura, gli immigrati sono i primi a pagare il prezzo dell'una e le conseguenze dell'altra. Eppure sono loro che rendono possibile il nostro attuale tenore di vita: sono poco più del 6% della popolazione italiana e producono il 10% del PIL: se non ci fossero o se si decidessero di fermarsi in uno sciopero generale, l'Italia si bloccherebbe. Ricoprono quelle mansioni che i lavoratori rifiutano, occupando le posizioni più basse della piramide professionale: offrono così agli italiani la possibilità di accedere ad incarichi più alti, gestionali o amministrativi e permettono alle donne di far carriera, liberandole dalle incombenze domestiche e dai lavori di cura. In ogni ora della giornata, un settore della società e dell'economia italiana va avanti grazie al lavoro degli immigrati: dalle badanti al lavoro 24 ore su 24, ai tunisini di Mazzara del Vallo, in Sicilia, senza i quali gli armatori non potrebbero fornire un quarto del pescato nazionale. Dai camionisti che devono affrontare viaggi interminabili per consegnare in tempo la merce, ai sikh, mungitori delle bufale campane, che ci permettono di esportare mozzarelle in tutto il mondo. Dai cuochi e lavapiatti agli infermieri, dai raccoglitori agli ambulanti, dagli allevatori ai facchini. Senza dimenticare i preti, risposta della Chiesa alla crisi delle vocazioni, e i calciatori, senza i quali si fermerebbe il campionato...
Il libro di Riccardo Staglianò, giornalista di Repubblica, ci spiega “perché senza immigrati saremmo perduti”, come recita saggiamente il sottotitolo. Raccontando i fatti: 24 storie declinate per ognuna delle ore della giornata durante le quali, senza gli immigrati, interi settori dell'economia si fermerebbero. Il saggio svela una volta per tutte la falsità di certi luoghi comuni: gli immigrati non ci rubano il lavoro, lo dice la Banca d'Italia affermando che non c'è alcuna sovrapposizione tra le mansioni degli immigrati e quelle degli italiani. Lo scopo è quello “di creare un ponte”, come racconta l'autore in un'intervista a Rainews24 , tra le opposte posizioni politiche di chi fa appello alla solidarietà e chi invece ricorre al sentimento della paura: in questo libro, invece, il tema dell'immigrazione viene affrontato parlando “non tanto al cuore del lettore, quanto al suo portafogli”, come spiega lo stesso Staglianò nell'introduzione.

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