Guardami

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Autunno 2008. Halli e Berglind vivono le difficoltà del matrimonio, né più né meno come tante altre coppie. Alla loro sofferenza si è aggiunto, in un passato non troppo lontano, il dolore per la morte della babysitter in un incidente stradale. Dolore e rimpianto per averla chiamata solo per trascorrere una serata tra amici. Un pirata della strada mai identificato. La colpa era sua. Eppure Berglind sente su di sé il peso della responsabilità per non aver voluto evitare quell’inutile divertimento che a Magga era costato la vita. Imprigionata tra la vita e la morte, la giovane torna a far visita al piccolo Pesi ogni sera. In forma di spirito. Due anni dopo, in un ospedale psichiatrico giudiziario, Josteinn Karlsson sconta la sua pena dopo aver collezionato numerosi crimini come pedofilo. Morta la madre, causa di tutti i suoi mali, Josteinn eredita una grossa somma di denaro e decide di utilizzarla per riaprire il caso di Jakob, un ragazzo con la sindrome di Down, accusato di aver ucciso cinque persone dando fuoco ad una residenza per disabili. Thora Gudmundsdottir decide di accettare il caso e per prima cosa incontra la madre di Jakob, determinata a riscattare il nome del figlio perché abbia un futuro migliore. Ma l’indagine le riserverà continue sorprese, tra le più terribili che possano essere destinate ad un essere umano…

Cos’hanno in comune le storie di Halli e Berglind con quelle degli ospiti della residenza andata in fiamme? Messaggi da decifrare, misteriose presenze, terrificanti telefonate, sono continui indizi che Yrsa Sigurðardóttir semina tra le righe. Thora, partorita per la quinta volta dalla penna dell’autrice islandese, novella investigatrice alla ricerca di un assassino che dovrà prendere il posto di un innocente recluso, non si fa impressionare dagli eventi che si susseguono veloci e inaspettati. Un racconto intricato, fatto di insidie e di terrore, lungo e complesso, che si snoda un po’ per volta e a tratti con fatica. L’intreccio mette insieme diversi personaggi, situazioni e tempi lontani, in una sola terra: l’Islanda. Un’Islanda affatto tranquilla, con molte più ombre che luci. Strade gelate, neve, freddo tra le pagine di questo romanzo che trasporta il lettore, con il fiato sospeso fino alla fine, in una terra sconosciuta ai più: la disabilità, fisica e mentale. Utilizzata (ed è un eufemismo), soprattutto dalle istituzioni, per il raggiungimento di scopi tutt’altro che benefici. Senza timore, oltre il pregiudizio e con abile equilibrio, si svela la natura dell’uomo, nel quale (che ci piaccia o no) risiede il bene come il male.



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