Guerra del tempo

Guerra del tempo
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Don Marcial, Marchese di Capellanías, è disteso sul letto, ormai prossimo a morire. Attorno a lui uomini e donne vestiti di nero e quattro ceri a fargli da scorta. Nell’attimo cruciale in cui si è tra l’essere e il non essere, Marcial ripercorre la propria vita. Ecco affastellarsi nella sua mente le immagini della moglie, la Marchesa, annegata nell’Almendares, del padre “terribile e magnanimo”, dei soldatini di piombo, del caro cane Canelo… Il guerriero sente dentro di sé di essere superiore agli uomini. Perché sa - sia che si imbarchi su una delle navi di Agamennone per andare a combattere contro Troia, o su “La Gallarda” alla volta della Nuova Spagna, o sulla “Belle” per raggiungere le colonie francesi d’America – che la guerra gli darà gloria e fama. Bastano però lo sguardo di una madre, il volto della donna amata, lo scoprire che i fini della spedizione sono tutt’altro che nobili per incrinare le sue certezze… Il tamburino Juan, per ringraziare Dio di averlo scampato dalla peste, decide di recarsi a Santiago di Compostela. Ma, finito in una lurida locanda di Burgos, si fa abbindolare da un ciarlatano sulle incredibili ricchezze delle Indie. Così devia il suo cammino verso Siviglia per iscriversi nei registri della Casa de la Contratación e partire per le terre d’oltremare…

I personaggi di Alejo Carpentier, il più grande scrittore cubano del ‘900, si trovano continuamente sospesi tra realtà e immaginazione senza riuscire più a distinguere l’una dall’altra. Marcial nello stato confusionale del moribondo rivede, o crede di rivedere, gli istanti più significativi della propria esistenza, i giovani soldati fantasticano su battaglie e avventure, Juan sotto gli effetti della febbre o dell’alcol ha visioni sacre e profane. Nei tre racconti che compongono il libro, animali, cibi, oggetti, luoghi sono ridotti a parvenze illusorie, che circuiscono e irretiscono i protagonisti. Dietro il sogno rimane però la realtà, fatta di violenze, soprusi, sfruttamenti e inganni, con cui bisogna fare i conti. E soprattutto vi è la morte, unica verità tangibile, rappresentata da un tempo immobile che gira sempre su se stesso, anche se dà l’impressione, fallace, di essere in incessante movimento. Guerra del tempo, ispirandosi al realismo fiabesco della letteratura latino-americana, crea atmosfere magiche dentro le quali si aggirano le sofferenze più atroci, causate dalla povertà, dal colonialismo, dalle divisioni religiose. Se non è possibile sfuggire al destino, allora importante è vivere bene il tempo, breve o lungo, che è concesso. Questa la morale di tre storie paradigmatiche della condizione umana.



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