Guida alla letteratura erotica

Guida alla letteratura erotica

Fra l’XI e l’XII secolo la donna guadagna nella letteratura una nuova esaltazione e il suo amore assume uno spiccato carattere sessuale soprattutto nella poesia amorosa provenzale. Ed è così che, accanto ai cantori dell’amor cortese, si diffondono i narratori di storie nelle quali pullulano aneddoti sul concubinato dei preti, la cupidigia e la lascivia dei monaci. Dopo ancora è la volta di Boccaccio e del suo Decameron e il suo rutilare di astuzie e beffe amorose, e poi ancora dei Racconti di Canterbury di Chaucer. Nell’età moderna sono gli autori libertini a tracciare i contorni di vicende erotiche, mentre nel Settecento i libri erotici sono acquistabili nei retrobottega dei venditori più arditi e anche nei giardini del Palais-Royal e a Versailles. In Francia, dunque, si vende l’erotismo scritto, ma il più grande autore poeta erotico del settecento è veneziano e si chiama Giorgio Boffo. Negli anni ’20, nel corso della fascistizzazione della cultura italiana, Guido Da Verona firma non solo Colei che non si deve amare, ma anche una spiazzante parodia erotica dei Promessi Sposi (1929), fin quando poi compaiono le vicende di Barbarella, negli anni ’60 direttamente dalla penna di J.C. Forest…

Un afflato cosmico vestito con eleganza stilistica anima questo saggio superbo e pieno di fascino di Bertolotti, un vero guru di questo genere letterario, che omaggia Eros con pagine divorabili al secondo ma anche gravide di notizie, spulciando l’inimmaginabile in termini di nomi di autori e di opere sul tema. Forte di un editing ricercato fotografico che incontra il favore del maniacale appassionato senza scadere nell’enciclopedismo citazionistico inutile, l’opera riesce a dare corpo all’idea platonica del Simposio per la quale Amore e Conoscenza sono un’endiade indissolubile, anche e soprattutto quando il corpo è l’osservatorio privilegiato del narratore di professione per annotare tutto l’universo che si sprigiona attraverso i sensi, in una spirale imprevedibile in cui ironia, serietà, intimismo, provocazione, debolezze e astuzie si fondo per sempre a tracciare gli infiniti volti della vita, trainata da quel dio dispettoso che non poca tradizione e pensiero comune concepiscono e immaginano privo di vista nelle scelte che compie e che, loro malgrado, fa compiere ai mortali.



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