Guida rapida agli addii

Guida rapida agli addii
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Aaron ha sposato Dorothy pur conoscendo tutte le sue carenze: è una donna pragmatica, dura, incapace di usare eufemismi, che evita come la peste smancerie o inutili salamelecchi. Persino i suoi familiari hanno trovato quella donna un po’ troppo rigida, forse poco socievole, insomma non adatta allo spirito più artistico e urbano di Aaron. Lui lavora da sempre nella piccola casa editrice di famiglia, nota per le sue “Guide rapide”, è sentimentale e ama le sorprese; lei è una dottoressa, spesso non lascia il camice neanche per una cena romantica e comprende con difficoltà certe consuetudini sociali. Quando per una tragica circostanza Dorothy muore, Aaron si ritrova ad aggirarsi tra le frasi di circostanza dei conoscenti, la ricostruzione della propria casa e i ricordi di una esistenza insieme. Fino al giorno in cui Dorothy torna ad apparire sulla sua strada…

Anne Tyler ci conduce per mano nel difficile cammino verso la metabolizzazione del lutto e il superamento del dolore, con il suo tipico stile salace e mai pietoso. La scrittrice riesce anche qui a raccontare una vicenda ovviamente non allegra senza ovvietà inopportune o consigli non richiesti, riuscendo anzi a donare un barlume di speranza. Aaron è una voce narrante ironica dalle mille sfaccettature e dall’evidente umanità. Gli incontri con Dorothy non sono vissuti come miracolose apparizioni, ma come punti di partenza verso una messa in dubbio di se stesso e del rapporto di coppia, basato più che su una serie infinita di inconsapevoli sviste, su una vera e propria volontà di non vedere. E proprio gli incontri con la defunta serviranno ad aprirgli definitivamente gli occhi.



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