Hannibal - Il conquistatore

Hannibal - Il conquistatore
Cartagine, 240 a.C. circa. Marco Attilio Regolo, comandante dell’esercito romano durante la Prima Guerra Punica, è tornato nella capitale del regno dei Barca dopo aver tentato di negoziare la pace con Roma. Il suo tentativo, però, non solo è fallito, ma Regolo ha venduto Cartagine alla Repubblica, istigando l’esercito romano all’intervento per distruggere la città africana. Costretto a tornare alla corte di Amilcare Barca, comandante dei cartaginesi, Regolo viene scoperto e subisce il taglio della lingua, così che una volta tornato a Roma non possa negoziare né la pace né la guerra: affranto e dolorante, cade in terra in una pozza di sangue. Ad assistere alla scena c’è il giovane figlio di Amilcare, Annibale, troppo piccolo per comprendere il perché della cattiveria del padre, ma già freddo dinanzi alla scena, e Magone, fratello di questi, che, spaventato, sussulta dinanzi all’accaduto. Ben presto questa tempra e questa freddezza porta l’ultimo dei Barcadi, su ordine del padre, ad un addestramento duro e aspro con Hamilax, il famiglio di Amilcare, per formarsi come futuro generale di Cartagine: istruito ad odiare i romani, bugiardi e vanagloriosi, preparato a massacrare la loro ingordigia di potere e il loro bieco strapotere, Annibale segue gli insegnamenti di Hamilax, a suo tempo frustrato e fustigato dall’esercito romano che lo liberò soltanto dopo avergli dilaniato e ustionato il corpo. Questi lo trascina fuori Cartagine, su una spiaggia deserta e tremendamente assolata, lontana tre giorni a piedi da Hadrumentum, per prepararlo alle fatiche della guerra e per dargli la conoscenza del greco e della lingua canaanita, così da poter leggere delle gesta di Alessandro Magno e per poterlo, un giorno, eguagliare. Nella più difficile delle marce verso il successo militare, l’ultimo della famiglia Barca, sul punto di morte, ricorda tutti i momenti salienti della sua vita raccontando come, da semplice cartaginese, arrivò a far tremare Roma cavalcando i suoi leggendari elefanti…
Hannibal - Il conquistatore è il primo romanzo della trilogia di Cartagine scritta da Ross Leckie: ripercorrendo l’intera storia della Seconda Guerra Punica condotta da Annibale contro Roma, l’ autore scozzese, con un minuzioso lavoro, a imitazione del romanzo storico, mette in risalto alcuni aspetti del comandante cartaginese che non erano passati alla storia: romanzando, quindi, l’immagine dei Barca, l’autore mostra gli aspetti filosofici che inficiavano il cammino del Generale durante le sue battaglie e il suo ritratto da amante nella tanto passionale quanto triste storia con Similce, una donna spagnola che sposerà e dalla quale avrà anche un figlio, Fuabal, perso durante la traversata delle Alpi. L’ira di Annibale, presentata in questo romanzo come leitmotiv, quasi come il generale fosse un novello Pelide, sarà causata dalla perdita dei suoi cari, dalla necessità di vendicare la crudeltà dei romani verso il suo popolo e dal desiderio di vedere Roma cadere ai suoi piedi prima di morire. Esaltando quindi la fantasia dell’autore, che riesce comunque nell’intento di ricreare una lezione storica su una delle guerre più ostiche che l’Urbe si trovò a combattere, il romanzo offrirà l’immagine del paranoico Annibale, uomo desideroso di vittoria e sanguinario, oltre che freddo, sin dal momento in cui suo padre tranciò la lingua di Regolo dinanzi ai suoi occhi. Lo stile è perentorio e solenne, dai discorsi di Amilcare ad un figlio ancora troppo giovane per comprendere la crudeltà della guerra agli ultimi attimi della narrazione, rigorosamente eseguita in prima persona da Annibale: nonostante questa intensità, però, la lettura scorre piacevolmente, con fluidità e senza intoppi. Un romanzo che non può mancare nel bagaglio culturale di ogni lettore o appassionato di storia: una lettura impossibile da perdere per chiunque voglia rivivere la forza e la caparbietà dei Barca attraverso un buon libro.

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