Heroic Fantasy ‒ Italian Sword & Sorcery

Heroic Fantasy ‒ Italian Sword & Sorcery

Sheban Due Piastre e la sua ciurma sono appena sbarcati sull’Isola della Fortezza e già sono iniziati i primi problemi. Anche i predoni come loro infatti sono obbligati a versare il tributo ai sacerdoti di Moloch, autorità religiosa di Tarsis: quattro lingotti d’oro e venti piastre. Un’enormità, secondo Sheban. Una quantità commisurata, secondo il sacerdote. Appena scesi dalla galea nera chiamata Fenice, il capitano Sheban vira per Piazza delle Erbe, il mercato è sempre un luogo affascinante da visitare. Pochi passi e qualcuno lo ferma per chiedergli l’elemosina: Sheban riconosce subito la voce di Ailin la Bella, uno dei peggiori sicari della Città Bassa, che non esita a tirar fuori i suoi pugnali e attaccarlo insieme a due scagnozzi… Tages è diventato con il tempo e lo studio un potente mago: amante della sapienza certo, ma anche dei lussi che la pratica delle arti magiche concede. Il suo piano per accrescere ricchezze e potere è semplice quanto pericoloso: introdursi nella Cripta del potente negromante Avernus e sottrarre tutto ciò che è possibile. Gemme, oro e tomi proibiti. Per farlo a Tages serve l’aiuto di un uomo forte e abituato alla lotta, il ladro Trebonius… Diego ha un solo obiettivo nella sua esistenza: vendicare la morte di sua madre, imprigionata come strega nell’Antro del Diavolo per aver venduto al maligno la sua anima, e lasciata là a morire. Per completare la sua vendetta per lui è necessario uccidere suo padre, il malvagio regnante di quelle terre, Alfonso di Roccadora, con l’aiuto della strega di Monte Corvo Occhi di Luna. Così Diego intraprende la sua missione, insieme alla giovane strega e a un compagno incontrato in una taverna, Ugo delle Ciance…

Chi ha dimestichezza con il genere fantasy sa benissimo che è suddiviso in molti e diversi sottogeneri, ognuno dei quali è caratterizzato da trame e personaggi che possono essere catalogati come appartenenti a uno stesso filone narrativo. Heroic Fantasy Vol. 1 si concentra sullo Sword & Sorcery, o Heroic Fantasy, nel quale prevalgono ambientazioni medievali, magia e battaglie. Gli otto racconti presenti nella raccolta curata da Ailus Editore danno una panoramica abbastanza coerente sul genere, pur con incursioni gotiche e horror. Lo stile passa dall’equilibrio formale del primo racconto, L’uomo dal pugnale d’oro, sicuramente il più fedele fra tutti al genere, al tono epico ma giocoso utilizzato da Max Gobbo nel suo Il Marchese Decollato. Il pregio del libro è sicuramente quello di far luce, anche attraverso la prefazione di Donato Altomare e i due saggi finali sull’Heroic Fantasy a cura di Stefano Sacchini e Francesco Coppola, su un genere che fin da Robert E. Howard appassiona una nicchia di appassionati. Una maggior cura editoriale avrebbe giovato ai racconti, in alcuni di questi infatti i refusi rovinano la chiusura (come ne Il tempio di Premaliuk) mentre in altri il lettore è infastidito per scambi ed errori sui nomi dei personaggi (Il Marchese Decollato). Un’altra pecca, non certo attribuibile agli autori ma al genere stesso, è la difficoltà di concentrare in un racconto breve la trama tipica dell’heroic fantasy, che ha bisogno di un respiro molto più ampio per esprimere tutta la sua forza immaginifica. Da questo punto di vista, forse avrebbe più appeal per il lettore appassionato del genere una collana in cui a ogni storia sia dedicato un intero libro, in modo che possa essere sviluppata senza correre verso il finale.



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