Hieronymus - Una vita immaginata

Hieronymus - Una vita immaginata
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9 agosto 1516. La salma di Hieronymus Bosch viene accompagnata durante l'ultimo viaggio, alla presenza dell'amata moglie Aleyd, della cuoca Gert e della governante Anne. Tutt'intorno – mentre dal cielo scende una pioggia gelida ed incessante – si odono i bisbigli sommessi di chi lo ha ammirato per il suo genio ma al tempo stesso lo ha odiato per essergli stato debitore. E così se ne va, per sempre, sprofondando in un lago di fango, proprio “quel fango da cui tutto è cominciato”...
Una vita avvolta dal mistero, quella dello straordinario pittore fiammingo, di cui si sa ben poco: al di là delle date riferite alle numerose speculazioni finanziarie e transazioni immobiliari, del genio di Den Bosch non si conosce altro. I suoi quadri parlano per lui e di lui: figure grottesche e mostruose i cui volti sono spesso presi in prestito da conoscenti o parenti; un'umanità dannata, incapace di amare e spesso pronta a cedere alle tentazioni; un'infinità di simboli non sempre di facile interpretazione, celati dietro ad animali bizzarri o a curiosi strumenti musicali. Immagini che forse non scaturiscono solo da una mente allucinata, avvezza all'uso dell'oppio e del famoso “unguento delle streghe”; lo sguardo di Hieronymus coglie ciò che è sotto gli occhi di tutti e lo riversa abilmente sulle sue tele, dai colori spesso cupi e densi, proprio come il fango di Den Bosch. “Negli esseri umani non vedo che grugni immondi di mostri, e loro mi ricambiano con odio, perché forse vedono lo stesso nella mia faccia”. Una vita immaginata che la Salvatori ricostruisce abilmente, miscelando con sapienza il rigore biografico alla finzione narrativa, colmando i vuoti storici con l'immaginazione e cucendo il tutto con il filo di uno stile fluente e ricco di descrizioni. “In Hieronmus – scrive l'autrice – ho voluto rappresentare la mia visione dell'artista, del grande artista. Come iniziare, come disporsi in modo da diventarlo, come comportarsi per rimanerlo, che cosa affrontare e sopportare. E, naturalmente, come arrivare alla fine”. Esperimento decisamente riuscito.

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