Hitchcock Aristotele – La tragedia al cinema

Hitchcock Aristotele – La tragedia al cinema
Quello che affascina di Alfred Hitchcock sono certamente i film, ma chi ha letto, per esempio, Hitchcock secondo Hitchcock sa che in lui c'è molto di più. C'è la consapevolezza di un uomo che, è noto, piegava alla sua volontà la settima arte, che ancor prima di essere un grande cineasta era un abile teorico del cinema e della scrittura per il grande schermo, colonna portante delle sue pellicole. Tanta sicurezza negli “schemi”, nelle regole, nell'importanza del rispetto di una struttura rigorosa e predefinita per atterrire il proprio pubblico poteva non essere analizzata attraverso gli studi del più geniale studioso di epica e tragedia?
Si calmino gli animi dei classicisti. Come dice la stessa autrice nell'introduzione “va chiarito che non si intende paragonare il livello artistico dei capolavori della letteratura classica ai film del regista. L'intento è più modesto in quanto si vuole semplicemente stabilire una corrispondenza tra le strutture formali dei due diversi tipi di rappresentazioni, entrambe capaci di suscitare forti coinvolgimenti emotivi”. In realtà l'obiettivo di Beatrice Matozzo è ambizioso, non fosse altro perché scrivere nuovamente del regista de La finestra sul cortile significa avere le idee molto chiare. Proporre, insomma, una lettura inedita, originale, del maestro del brivido è già di per sé un'impresa. Utilizzare la Poetica di Aristotele per analizzarne i film è un'operazione che altri avevano approcciato, ma mai in modo organico. Non si facciano però spaventare coloro che sono completamente digiuni di filosofia: l'autrice ha intenti chiaramente divulgativi e non esita a riproporre a più riprese quei temi che potrebbero risultare ostici. La scelta di dare al libro un carattere “insieme frammentario ed esemplare” non è in realtà una decisione squisitamente dell'autrice: considerata la spropositata quantità di opere nella filmografia di Alfred Hitchcock difficilmente si sarebbe potuto fare diversamente, pena propinare al lettore un tomo poco digeribile.

 

 

 

 
 
 
 
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