House of cards 2 - Scacco al re

House of cards 2 - Scacco al re
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Era il giorno in cui la sua esecuzione era stata stabilita. L’uomo, con tutta la nobiltà che lo contraddistingueva, si fece largo accompagnato dalle guardie. Solo una fu la sua richiesta: poter parlare ancora una volta, la sua ultima volta, al popolo. Mentre saliva sul patibolo, senza che la richiesta gli fosse mai stata accordata, tutte le parole giuste gli vennero in mente. Ma non c’era più tempo. Era il 1649 e Carlo I Stuart, difensore della fede e re di Gran Bretagna e d’Irlanda per diritto ereditario, fu decapitato… Secoli dopo, il nuovo primo ministro inglese Francis Urquhart continua a pensare alla storia della monarchia di cui è “fedele” servitore: ha un nuovo obiettivo. Più alto, più complesso. Dare scacco al re in persona. FU, è così che tutti lo chiamano, si scontrerà su molti terreni con la monarchia inglese: dagli scandali sessuali alle divergenze economiche, dalla politica più “nobile” a quello che nessuno vuole conoscere del proprio governo. La battaglia si combatte a suon di sondaggi di opinione truccati, prime pagine di tabloid manipolate ad hoc per distruggere il nemico: non è la corona a doversi difendere da FU, è il re in persona ad essere nel suo mirino…
Michael Dobbs è nato nel 1948 ed è stato un esponente del partito conservatore inglese. A capo dello staff di Margaret Thatcher fino al 1987, anno dell’ultima vittoria della Lady di ferro, in seguito si è dedicato pienamente alla scrittura dopo la rottura definitiva con la Thatcher. Dopo House of cards, che è stato il suo esordio, ha pubblicato altri diciannove romanzi. Dal 2010 è membro della Camera dei Lord. Sotto l’influenza letteraria di Shakespeare e grazie alla sua esperienza nelle stanze del potere, l’autore affonda la trama nei tradimenti e in tessuti politici così incredibili che si rende necessaria la finzione per renderli verosimili. Complotti, tradimenti: il potere non ha le mani candide, ma gronda di sangue e denaro. Il secondo volume della storia di Francis Urquhart è stato scritto circa trent’anni fa ma è ancora attualissimo (e gode di un riacceso interesse grazie al successo planetario della omonima serie tv americana). Che il potere, nonostante mille apparenti cambiamenti, non cambi mai la sua “diabolica” natura? Che davvero chiunque lo eserciti sia costretto a fare a brandelli la propria anima e la propria etica per continuare ad accumulare denaro e fama?

Leggi l'intervista a Michael Dobbs

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