The hunt

Gene è rimasto solo, l’ultimo essere umano in mezzo ai vampiri - un Eminide, come lo chiamano loro con disprezzo - costretto a mimetizzarsi da quando è nato. Per sopravvivere non deve mai dimenticare le regole: non sorridere, radere ogni pelo, controllare le sue pulsioni, restare inodore, lucidare i canini e passare inosservato. Costantemente in allerta e costretto a fingere appena tramontato il sole, la vita del diciassettenne è una continua recita, un rimandare l’inevitabile giorno dopo giorno finché Loro non fiuteranno il suo sangue e lo divoreranno pezzo per pezzo. Gene ne è consapevole, ma continua a frequentare il liceo con profitto gomito a gomito coi suoi aguzzini, fortuna che c’è lei - lui la chiama Ashley June - la chioma rossa come una goccia di sole a giugno in un mare di cenere, è bella, irraggiungibile, è un vampiro. Forse nessuno noterebbe Gene ancora per un po’, se non fosse sorteggiato tra i vincitori della lotteria degli Eminidi. Solo quattro giorni e si aprirà la caccia agli umani...
Dimenticate il prototipo del vampiro romantico à la Twilight e mettete da parte il fascino tenebroso del capostipite Dracula: i vampiri di Fukuda sono freddi e spietati, tutti fame e istinto, quasi una razza aliena che ormai domina la Terra e considera gli umani solo cibo, cavernicoli estinti a causa di limiti fisici e un intelletto inferiore. Odierete questi vampiri, è questo in fondo è lo scopo, così come seguirete incollati alla pagina passo dopo passo i gesti calcolati, i rischi, le esitazioni e i sentimenti del protagonista, oppresso dalla prima all’ultima pagina da un senso di pericolo e morte imminente. Il primo volume di questa trilogia che per certi aspetti ricorda Hunger Games (la lotteria, la sopravvivenza del più forte, l’importanza dei media), gioca a metà tra fantascienza e fantasy, costruendo un’atmosfera da thriller: del resto Fukuda - metà cinese e metà giapponese ma nato negli Stati Uniti - non è nuovo a questo genere, ha esordito pubblicando con AmazonEncor un thriller per ragazzi, Crossing, che affrontava temi razziali e legati al bullismo, per poi tuffarsi nel fantathriller con protagonisti umani e non. Il romanzo funziona magnificamente sotto molti aspetti: ritmo, credibilità dei personaggi, azione; la scrittura di Fukuda trasmette un senso di claustrofobia e di ansia fino alla fine, e più che avere la sensazione che qualcosa di terribile possa accadere, si ha la certezza che accadrà. Tuttavia restano in sospeso alcune fondamentali domande che i ‘seguaci’ del genere vampiresco potrebbero farsi: da dove arrivano questi vampiri? Come mai invecchiano? Perché non trasformano gli umani né li ammaliano ma semplicemente li divorano? Piccoli buchi neri che nell’economia di una saga letteraria auspico possano trovare risposta, spero già nel prossimo volume The prey.

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