I bastardi di Pizzofalcone

I bastardi di Pizzofalcone
Quattro poliziotti che cedono alla tentazione dei soldi facili, un carico di cocaina sequestrata che diventa il mezzo per farli e il commissariato di Pizzofalcone diventa un punto interrogativo. Al commissario Luigi de Palma l’onere di rimetterlo in piedi, con la certezza della chiusura in caso di fallimento. Ad affiancare i due poliziotti superstiti della squadra smantellata vengono mandati i “reietti” di altri commissariati. Persone non facili da gestire e una sfida da vincere. Lojacono, un’accusa infamante alle spalle e un successo che ha infastidito molti. Il giovane Aragona, raccomandato e che ha visto troppi episodi di “CSI” e inconsapevolmente si comporta come il mitico Horatio. Romano, che ha un problema di gestione della rabbia e ha quasi ammazzato un fermato e Alessandra detta Alex che ha un rapporto morboso – e a volte pericoloso – con le armi. Non hanno ancora cominciato a conoscersi che devono occuparsi di un caso delicato e spinoso, l’omicidio della moglie di un notissimo notaio. Uccisa con una palla di vetro – di quelle con la neve finta dentro – presa dalla sua nutrita collezione nel salotto di casa. Mentre Lojacono e Aragona indagano sull’omicidio, Alex e Romano sono chiamati a verificare se la misteriosa ragazza vista da una vecchia signora che passa la vita alla finestra sia reclusa per scelta o meno. L’esperta informatica Calabrese supporta le indagini e Pisanelli - vedovo prossimo alla pensione ma che tiene pervicacemente nascosto un cancro alla prostata per timore di essere messo a riposo  -  si ostina a cercare le prove che i suicidi fra i più poveri e disperati siano in realtà opera di una mano omicida…
Forse il romanzo più avvincente di de Giovanni, affermatosi con la serie del commissario Ricciardi – la cui ultima indagine, Vipera, è finalista al Bancarella – con questo nuovo romanzo che inaugura una serie, conferma la sua poliedricità che gli permette di spaziare dagli anni trenta al calcio ai racconti, mantenendo uno stile ormai ben delineato, la delicatezza nel raccontare senza splatter le vicende più crudeli,  ammantandole di una poesia che non è mai banale o stucchevole, che nulla toglie all’orrore, ma che come  lui stesso ha più volte ribadito sottolinea il rispetto che è dovuto alla morte e al dolore. Ancora una volta l’autore napoletano tributa alla sua città, in maniera inequivocabile,  tutto l’amore che dichiara rendendola protagonista. Solo a Napoli, ama spiegare, in pochi km quadrati è possibile trovare una così varia umanità e un così vasto agglomerato di ceti sociali che si intersecano e convivono integrandosi – a differenza di quanto accade nelle altre metropoli – ed è lì che si muovono i suoi personaggi. Ognuno di essi raccontato con le sue luci e le sue ombre, con il proprio essere umano nel bene e nel male che non sono mai così definiti. Un libro che piacerà sia agli amanti del giallo classico che a chi ama il noir in ogni sua sfumatura. L’affezione ai Bastardi è garantita.

 

 

 
 
 
 
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