I biplani di D'Annunzio

I biplani di D'Annunzio
18 novembre 1921. La I Guerra Mondiale è ancora in corso, e le Democrazie Centrali stanno portando avanti una dura campagna di bombardamenti dell'Italia settentrionale. Uno stormo di 200 biplani Strakken dipinti di blu profondo quella notte sta facendo rotta su Padova per raderla al suolo, ma l'aereo comandato dall'arrogante e incapace barone Hans Joachim Von Hippel rimane indietro e viene intercettato dalla contraerea italiana su Venezia: abbattuto, si inabissa nella laguna. L'unico a sopravvivere è il capitano Matteo Campini, brillante aviere triestino. Campini riprende conoscenza in un appartamento di Venezia, dove è stato accudito e nascosto da una giovane ricca e avvenente di nome Flavia Manin, per ragioni ignote a Matteo. Nel frattempo il tenente Hans Kriegmann, amico e camerata di Matteo, viene avvicinato dal feldmaresciallo Hermann Göring, eroe di guerra e aviatore dalla reputazione leggendaria. Göring lo avverte che Campini è caduto in territorio nemico ed è divenuto una pedina essenziale in un complotto che potrebbe decidere il destino dell'umanità. La sua missione è raggiungerlo e ucciderlo senza pietà...
Finalmente viene presentata in modo completo e coerente l'ucronia vagamente steampunk che ha fruttato a Luca Masali, nel lontano 1995, il Premio Urania e una meritata fama nell'ambiente dei lettori di science-fiction europei. Una trilogia di romanzi (a I biplani di D'Annunzio seguiranno La perla alla fine del mondo e La balena del Cielo) nei quali il corso della I Guerra Mondiale viene manipolato dal futuro ed intrecciato alle sorti dei conflitti etnici che hanno insanguinato i Balcani nei primi anni '90. Un'avventura fascinosa, piena di spunti brillanti, una vera delizia per gli appassionati del genere e anche per i digiuni di letteratura fantastica.

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