I cani abbaiano

I cani abbaiano

Sapevate che Humphrey Bogart era solito dividere gli uomini tra “professionisti” (cioè uomini tutti d’un pezzo) e “cialtroni”, vale a dire quelli che tradivano le mogli, frodavano il fisco, i piagnoni, i pettegoli e buona parte dei politici? Sapevate che a quattro anni ebbi la fortuna di conoscere Louis Armstrong, intento a suonare ininterrottamente su un battello che faceva la spola tra New Orleans e St.Louis? Per non parlare poi di Andrè Gide, un immoralista moraleggiante dotato tanto di sincerità nell’arte scrittoria quanto di scarsa immaginazione; niente a che vedere con Jean Cocteau, fantasioso e insincero da apparire quasi la sua nemesi. E Marilyn Monroe? Solo una sciattona, in realtà, una divinità sovraccarica, nel senso che un jumbo banana split è sovraccarica ma divina. Nel mio continuo viaggiare in qua e in là, da Oriente a Occidente, da Nord a Sud, mi sono imbattuto in luoghi, persone e avvenimenti troppo singolari da non poter essere appuntati più o meno frettolosamente. Mi ricordo di Marlon Brando, per esempio, impegnato nelle riprese del film Sayonara in quel del Giappone: gran temperamento e professionalità invidiabili. In più ricordo con un piacere dal retrogusto un po’ beffardo la prima di Porgy and Bess a Mosca, la capitale della temibilissima Unione Sovietica che, udite udite, per la prima volta ospitava una compagnia americana. E di quegli splendidi viaggi in Italia e in Grecia poi, che dire…

Un proverbio arabo dice “I cani abbaiano, ma la carovana prosegue”, e non c’è frase più adatta per questa disomogenea ma suggestiva raccolta di impressioni, ricordi e ritratti firmata da una penna smaliziata e incisiva come quella di Truman Capote. I frammenti, più o meno lunghi (si va dai brevi ritratti d’autore di celebrità fino alla dettagliata cronaca del viaggio in Unione Sovietica per la rappresentazione moscovita di Porgy and Bess), rivelano molto non solo delle persone ritratte ma anche del loro autore, che in filigrana non esita a condire con un bilanciato mix di sarcasmo e ironia le situazioni rappresentate, costituendo un ideale preludio all’arrabbiato e velenoso Preghiere esaudite, ultima opera incompiuta del camaleontico scrittore di New Orleans. Chiaramente non si tratta di una delle pubblicazioni più famose di Capote, che ha conquistato fama imperitura con lavori del calibro di Altre voci altre stanze e A sangue freddo, ma per i lettori affezionati scoprire la genesi di queste opere è senz’altro motivo di curiosità e interesse. Un collage policromo di sensazioni ed esperienze di vita vissuta che funge da gustosa ciliegina per una torta di romanzi, racconti e saggi di assoluto valore, così si presenta I cani abbaiano, godibile e immediato compendio a una bibliografia di tutto rispetto.



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