I casi dell’ispettore Ferraro – Volume I

I casi dell’ispettore Ferraro – Volume I

L’estate arriva nei casermoni popolari di Quarto Oggiaro, dove prima viene squartato un grosso cane e a breve il suo padrone. L’autunno trova un ispettore Ferraro insoddisfatto e nervoso alle prese con quello che sembra un incidente stradale che però puzza di omicidio. L’inverno porta l’incontro con un vecchio amico che rimane ucciso durante una rapina in un supermercato, l’indagine è in mano ai carabinieri con cui Ferraro collabora per trovare gli assassini. Chiude la primavera in cui ‘o animalo, un amico d’infanzia dell’ispettore è il principale indagato… Ferraro sta affrontando le difficoltà di reiscriversi all’università e completare gli studi, quando arriva una donna a denunciare la scomparsa del figlio. L’ispettore quindi si mette sulle tracce dell’operaio scomparso, ma a Quarto Oggiaro quasi mai le cose sono quello che sembrano e le implicazioni di questa scomparsa si intrecciano e ramificano fino ai Balcani (andando ad est) e alla Calabria (scendendo a sud) passando per la riviera romagnola, con droga e criminali internazionali... Il Michele Ferraro diciassettenne sogna di diventare un musicista ma come tanti a un certo punto deve fare i conti con la realtà. E se sei cresciuto a Quarto Oggiaro (un po’ come a Trastevere o alla Magliana) o fai il delinquente o fai il poliziotto. Il nostro, deludendo un po’ gli amici, decide che uno stipendio da poliziotto per lui che l’animo del criminale non ce l’ha, è quello che gli serve per sposare la sua Francesca. Diventa un poliziotto che fa la gavetta in paesini di montagna, lontano dal cemento in mezzo a cui è cresciuto, sposa la sua ragazza e torna a Milano. Cresce quel ragazzino, fino a diventare padre di Giulia, unico indiscusso amore della sua vita, cresce quel poliziotto fino a diventare l’ispettore Ferraro…

Un’operazione questa di Guanda che piacerà a chi conosce il poliziotto creato da Gianni Biondillo, ma anche a chi non lo conosce che ha la possibilità di avere i sei romanzi riuniti in due ebook (questo è il primo). Niente di eccezionale questo Michele Ferraro, un uomo normale che tenta di fare una vita normale in una città difficile e ci riesce con la fatica che è di tutti. Mantenendo il suo essere, i principi e i valori come l’amicizia, anche con chi non è rimasto sui binari giusti, con chi ha deviato più o meno. Ci sono picchi esilaranti, come il collega Lanza, probabilmente affetto da una leggera sindrome di Asperger, ottimo nel suo lavoro ma totalmente avulso dal mondo. Uno che prende alla lettera quello che gli viene detto, uno a cui se dici che deve prendere il toro per le corna ti fa presente che nella stanza non sono presenti dei bovini e che fare quello che dici presenterebbe comunque delle difficoltà che potrebbero rendere impossibile esaudire la tua richiesta. Come dappertutto ci sono i rompiscatole, i lecchini e quelli che senti più simili. De Matteis con cui c’è poco feeling, il sovrintendente Comaschi con cui parte il “vaffa” ad ogni piè sospinto. Una squadra che coi suoi alti e bassi risolve piccoli e grandi casi. La scrittura è piacevole, non troppo ricercata né troppo semplice malgrado sia figlia di una lavorazione complessa, lascia spazio alle storie. Ovviamente le indagini si estendono in tutta la città ma è nel Bronx milanese (così veniva definito Quarto) che si trovano le soluzioni. Un mondo a parte che Biondillo conosce bene, essendoci nato e cresciuto, un quartiere che ha una sua identità ben precisa e diversa dagli altri, anche forse per il fatto di essere fisicamente diviso dal resto della città, oltre la ferrovia.



 

 

 

 
 
 
 

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