I cento colori del blu

I cento colori del blu
“C'era una volta… un piccolo merlo. Era stato buttato giù dal nido, scacciato”. Così Blue Echohawk fa iniziare la sua storia su un foglio datole in classe dal professore. E infatti è l'agosto del 1993 quando viene abbandonata da sua madre, una tossicodipendente, nel pick up di un uomo conosciuto per caso. Quest'uomo, Jimmy Echohawk, la cresce, ma Blue non sa nulla di sé. Non sa da dove viene, chi era sua madre, nemmeno quale sia esattamente la sua età. Potrebbe avere 19 anni o averne già 20. Quando Jimmy muore, Blue è di nuovo sola al mondo e si sentirà preda della solitudine fino a quando non capirà che quel professore che ha spronato la classe a scrivere, lezione dopo lezione, la propria storia, è l'uomo che le farà compagnia per il resto della vita. Insegna Storia e Letteratura, è inglese, si chiama Darcy Wilson ed è convinto che ognuno abbia una storia da raccontare. Questo basta a Blue per farglielo odiare fin dal primo giorno di scuola. Ma nonostante cerchi di inimicarselo e allontanarlo da sé, una serie di eventi farà in modo che tra loro nasca un'amicizia fuori dal comune e, forse, anche qualcosa di più…
Questa è la storia di un nessuno divenuto qualcuno. La storia di una ragazza che non ha  certezze, ma che riuscirà a conquistare una propria identità attraverso un viaggio tumultuoso. Perseguendo l'obiettivo principale della ricerca di se stessi, il libro mette in scena un personaggio non unico - perché tanti hanno perso il proprio passato - ma sicuramente raro, perché riesce a costruirsi un futuro sgargiante grazie alla tecnica narrativa utilizzata dalla scrittrice. Blue Echohawk quando inizia a studiare storia e letteratura a scuola trova un perché alla sua vita grazie ai personaggi storici e letterari che incontra. Grazie a Giulio Cesare, a Dante Alighieri, a Emily Dickinson, a Giovanna d'Arco e altri Blue struttura la sua vita sulle domande che Wilson fa scaturire nella sua testa dopo un'ora di lezione. E fa piacere ritrovare in una lettura in cui, dalla copertina, non ci sia aspetterebbe mai di trovare citazioni a Dante o alla vita di Cesare, rimandi a grandi personalità del passato. Il merito più grande è che nel farlo non si cerca minimamente di scaricare sulle spalle di questi "giganti" del passato qualche debolezza della narrazione. Il libro è costruito su diversi livelli che portano a vivere non solo la storia di un unico personaggio, ma anche a rivivere la storia di quelli che sono stati. Il che ne fa sicuramente un buon libro perché, ogni tanto, fa piacere tornare a scuola. Soprattutto se la compagnia è buona.

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