I cercatori di pace

I cercatori di pace

Il suo nome, Eiren, significa pace, ma la pace nel suo mondo non c’è. Non esiste. Non è mai esistita. Il suo compito è quello di raccontare, incombenza che assolve da quando ha memoria, poiché di importanza fondamentale: sente il dovere di narrare la storia del suo mondo e di come questo ha rischiato di essere cancellato per sempre. Non le capita mai infatti di incontrare qualcuno che abbia mai sentito parlare di Oqrius. Questo però non genera in lei alcun biasimo. Conservare memoria del passato è faticoso per i più e scomodo per chi detiene il potere. In ogni caso, Oqrius è stato uno stato molto grande e molto forte, una monarchia, ma non ci si deve lasciare ingannare dalla mentalità odierna che di solito associa, a suo dire, monarchia ad arretratezza. Niente di più sbagliato, sostiene. La vicenda di Oqrius è la storia di un regno progredito, con un territorio vasto e ricco di risorse naturali e una casa regnante attenta ai progressi della scienza, liberale e sostenitrice delle arti. Certo, dato che la perfezione non esiste, non mancano i problemi, il più pernicioso dei quali è stato la convinzione dei sovrani di essere i difensori dell’ordine e della legalità. Se la monarchia di Oqrius non si fosse investita del ruolo di gendarme planetario, infatti, il mondo, racconta Eiren, si sarebbe risparmiato la più lunga guerra a memoria d’uomo…

Ghillean, Litia, Kimen e Tarnell sono giovani, umani, non sanno pressoché nulla l’uno dell’altro e soprattutto non si attribuiscono affatto reciproca fiducia: ognuno di loro ha un destino, che si intreccia in maniera inestricabile a quello degli altri nell’ambito di un’avventura che si spalanca di fronte ai loro occhi nel segno dell’ignoto. Del resto tutto, benché la narrazione, impreziosita da belle illustrazioni, di Laura Costantini, giornalista Rai non nuova a incursioni nella scrittura, anche in coppia con Loredana Falcone, premiate con diversi riconoscimenti, e autrice anche di una serie di romanzi storici a tema LGBT ambientati in epoca vittoriana, sia ben caratterizzata e connotata da una solidità avvincente che la rende una lettura assai fluida, immediata, piacevole e soprattutto interessante, poiché ricca di simbolici spunti di riflessione, anche per i non propriamente appassionati del genere, appare indeterminato: gli stessi protagonisti sono eroi? Antieroi? Vittime designate, ostracizzate dal potere che le vuole offrire in sacrificio per continuare a perpetuarsi? La guerra che ha riportato il mondo indietro, in un tempo senza tecnologia, senza cultura, senza memoria storica, è infatti arrivata al suo cinquecentodiciottesimo anno, e nessuno ricorda più perché sia iniziata e perché stancamente e inesorabilmente proceda: ma un’impresa, la cattura di un leggendario e misterioso Mutato, potrebbe svelare l’arcano.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER